Orsi, polli, e interactive marketing

set
03

Ecco una campagna web decisamente interessante, che inizia con un video su YouTube e finisce col far perdere un bel po’ di tempo a chi si lascia coinvolgere. Il tutto tramite una applicazione simpatica e intrigante, che si unisce ad un’ottima realizzazione tecnica. Il prodotto in questione è il correttore roller Tipp-Ex: apparentemente sembra avere poco a che fare con la caccia all’orso: in realtà, se si procede, diventa presto parte integrante del messaggio, in una campagna piuttosto creativa e furbescamente “animalista”.

LEGGI TUTTO L’ARTICOLO

Creatività
3

Il marketing su Chat Roulette: la nuova frontiera… del fake?

set
01


Breve premessa, nel caso qualcuno negli ultimi mesi fosse rimasto chiuso a chiave nel bagno di un ristorante: Chat Roulette è un servizio di video chat lanciato a fine 2009. Ideato dal giovanissimo studente russo Andrey Ternovskiy, CR permette di comunicare in chat con milioni di utenti nel mondo in modo assolutamente random.

Premessa fatta, il tema del giorno è questa campagna per il film The Last Exorcism, che pare sia stata lanciata, appunto, su Chat Roulette. La domanda è: reazioni reali a questa ragazza, che da sexy teenager si trasforma in “posseduta”, o un fake ben costruito per essere viralizzato su YouTube?  Dubbi o meno, pare che la cosa abbia funzionato, dal momento che questo prodotto della Columbia Pictures nel primo weekend è risultato primo nei botteghini USA.

LEGGI TUTTO L’ARTICOLO

Case History
4

Glass: strumento di condivisione e conversazione privata

ago
31

A metà tra una chat, un collaboration tool e un sistema di private microblogging, Glass è una applicazione per browser (al momento solo per Firefox, ma con un plugin per Chrome in fase di sviluppo) che consente di condividere qualsiasi contenuto su Internet in tempo reale con i propri amici, collaboratori e contatti in generale.

A prima vista ricorda molto strumenti come Google Sidewiki e Layers.com, in realtà è qualcosa di molto più sofisticato e utile.

Una volta iscritti al sito e installato il plugin per browser, con Glass abbiamo la possibilità di aprire delle finestre conversazionali con una o più persone selezionate tra la nostra lista di contatti. Attraverso una notifica nel browser, ogni contatto con cui condividiamo la finestra potrà visualizzare i nostri commenti in tempo reale e rispondere in maniera veloce.

LEGGI TUTTO L’ARTICOLO

Novità
11

RFID e Facebook marketing: il Coca Cola Village

ago
30

La scorsa settimana si è molto parlato in Rete dell’utilizzo dell’RFID al Coca Cola Village di Israele, un esperimento che pone le basi per un nuovo modello di social spreading experience.

Attraverso dei braccialetti dotati del segnale RFID (Radio Frequency IDentification) associati ai singoli account Facebook della persona che lo indossava, le persone partecipanti al Village di Coca Cola potevano condividere il loro like per una determinata area del Village utilizzando delle Like-Machine in grado di leggere i dati del braccialetto e di condividerne l’azione direttamente su Facebook, nel formato “A nome-utente piace nome-area al Coca Cola Village”.

Inoltre, grazie ai braccialetti dotati di RFID i ragazzi avevano la possibilità di autotaggarsi nelle foto scattate dal fotografo del Village semplicemente toccando con il loro braccialetto il lettore da lui utilizzato per scattare.

LEGGI TUTTO L’ARTICOLO

Case History
4

Google Me: studi e intuizioni di Google sul social networking

ago
27

Abbiamo recentemente visto la storia del social networking made in Google e di come anno dopo anno – salvo rare eccezioni – l’azienda abbia fallito la propria missione di entrare a pieno titolo tra i leader in questo universo.

Ma cosa ne sarà invece di Google Me, il nuovo social network made in Google di cui si chiacchiera ormai da qualche mese?

Al di là del pettegolezzo e di ipotesi e previsioni difficili da elaborare anche a causa delle difficoltà incontrate finora da Google in questo settore, ho trovato molto interessante una recente presentazione di Paul Adams, User Experience Researcher in Google, relativa alle differenze tra le reti sociali reali e quelle costruite online tramite Facebook.

Questa presentazione – Bridging the gap between our online and offline social network – potrebbe sicuramente essere alla base degli studi, delle intuizioni e delle decisioni relative a un eventuale Google Me, considerando anche che Paul Adams ha lavorato al progetto di Google Buzz

LEGGI TUTTO L’ARTICOLO

Social Media
2

Google Me e la complicata relazione tra Google e i social network

ago
26

Google entra nella competizione legata ai social network nel 2004, appena un anno dopo la creazione di Myspace e ben un mese prima del lancio di Facebook, con Orkut, un social network sviluppato internamente dopo il fallimento della tentata acquisizione di Friendster da parte di Google per 30 miliardi di dollari.

Sebbene Orkut abbia avuto inizialmente un buon successo, soprattutto in USA anche grazie al meccanismo di iscrizione iniziale basato su invito per il quale su Orkut chi era iscritto poteva invitare i propri amici, e chi non conosceva nessuno doveva aspettare che qualche amico venisse invitato – meccanismo simile a quello di molti altri servizi di successo di Google come ad esempio Gmail – presto la situazione di successo del social network cambiò.

A contribuire all’iniziale successo del primo social network made in Google sono state ovviamente, oltre al meccanismo ad invito, anche alcune caratteristiche distintive di Orkut, tra cui la possibilità di creare temi personalizzati e quella di creare dei veri e propri gruppi, o “community”, per certi versi simili a quelle creabili con Ning, nota piattaforma che consente di creare verie e proprie community, lanciata nel 2005 e che proprio in questi giorni sta abbandonando la versione gratuita per diventare un servizio a pagamento.

In ogni caso, dopo un primo periodo di grande successo di Orkut, gli americani iniziarono ad abbandonare il servizio per passare ad altri social network come Myspace e Friendster, e con loro il mondo intero non vide mai il successo del servizio made in Google, che si rivelò un insuccesso ovunque con l’eccezione di Brasile e India dove tuttora è il social network numero uno.

Mappa sui social network fornita da Vincenzo Cosenza

LEGGI TUTTO L’ARTICOLO

Social Media
1

A quanto lo vendi il social media marketing?

ago
06

Il tema della vendita è quanto mai centrale quando si parla di social media marketing in quanto rappresenta per certi versi un fraintendimento di alcuni che, sulla scia di un’onda entusiastica ed economica da cavalcare, propongono servizi di social media marketing nei propri listini. Così, a fianco alla vendita di molti prodotti e servizi tradizionali come lo sviluppo di siti Web, il posizionamento sui motori di ricerca e la gestione di campagne di keyword advertising, si trova anche il prodotto social media marketing, offerto spesso a prezzi che dimostrano la volontà di realizzare economie scalabili, con servizi low cost e altamente standardizzati di creazione e gestione di account sociali su basi strategiche e metodologiche difficilmente definibili.

LEGGI TUTTO L’ARTICOLO

Social Media
2

Old Spice, il ROI che puoi annusare

ago
02

Questo articolo parla dei risultati di uno delle iniziative di maggiore successo nella storia dell’advertising americano. O, senza scomodare Bernbach e Burnett, perlomeno di questo nuovo millennio. Si tratta della campagna multimediale “The man you could smell like”, generata dal magnifico commercial per lo shampoo Old Spice e firmato dai maghi della Wieden + Kennedy di Portland.

LEGGI TUTTO L’ARTICOLO

Case History
0

Discovery Channel invade il tuo profilo

lug
30

Eccovi uno dei più “reali” esempi di viral marketing di sempre, almeno a detta dei creatori… Per promuovere lo show The Colony, che riguarda un gruppo di sopravvissuti ad una delle tante apocalissi che capitano nei TV show, è stato creato questo finto social network che usa contatti e informazioni del nostro profilo Facebook (via Facebook Connect) per farci capire cosa vuol dire vivere una simile tragedia sulla propria pelle digitale. L’idea e lo sviluppo sono della digital agency Campfire di New York.

LEGGI TUTTO L’ARTICOLO

Case History
1

Le tab di una pagina Facebook: quante e quali inserire

lug
29

Definire le tab di una pagina Facebook è una operazione delicata da svolgere dopo la prima analisi strategica: bisogna evitare che la pagina si presenti destrutturata ma anche una eccessiva quantità di tab e box che su Facebook possono annoiare e confondere l’utente.

Personalmente adotto la “regola del sei”, come numero massimo di schede da inserire in una pagina Facebook: oltre questo limite ritengo che vi sia un po’ troppa confusione, e cerco che i box laterali siano non più di tre o quattro.

Chiaramente, la Bacheca e le Info sono schede obbligate, mentre per tutto il resto si tratta di una scelta: le Foto sono una scheda fondamentale in quanto la loro consultazione è una delle attività primarie delle persone su Facebook: chiaramente lasciare la tab con pochissime foto è inutile e dannoso, e bisogna quindi operare una scelta in base alla previsione di quante foto si potranno nel tempo inserire.

LEGGI TUTTO L’ARTICOLO

Facebook
1

    Siamo anche su

    Resta aggiornato via
    email sui prossimi
    Young Digital Lab
    * richiesto

    Commenti

    • CioboMario: Recentemente ne ho visto uno con protagonista un giovane ragazzo, munito di coltello, che doveva fare...
    • Alberto: AHAHAH Divertente! Molto simile a questo: http://hellpizza.co.nz/ Solo che è una sorta di resident...
    • michelepolico: OK, fammi sapere che te ne pare, ovviamente rispetto a Chatroulette, Rounds.com ha più l aria...
    • Nicola Bertoli: Interessante post. Anche wired il mese scorso parlava proprio di chatroulette.. Sono convinto che...
    • Marco: Volendo fare i pignoli, esisteno dei limiti tecnici che fanno di Chatroulette un potenziale strumento di...
    • Manuel Pratizzoli: Grazie per lo Special Code! Sto provando anche io Glass. ;-)
Young Digital Lab

Compila la form per comunicarci la tua intenzione a partecipare a Young Digital Lab!

Quando raggiungeremo il numero minimo di adesioni relative ad una delle città da te indicate ti contatteremo per perfezionare l'iscrizione.

*Nome:

*Cognome:

*Mail:

*Città:

Telefono:

Azienda:

Ruolo:

Note:

 Resta aggiornato via email sui prossimi Young Digital Lab