Cineama: il social entra nella produzione cinematografica



social network filmmakers

Il concetto alla base di Cineama è semplice: costruire un social network innovativo, volto a sostenere l’industria cinematografica attraverso il crowd-funding e la co-creazione artistica delle opere, verso una produzione collettiva, sia dal lato creativo che da quello economico, nel segno del mash up delle risorse, di qualsiasi tipo esse siano. Ma cosa c’è dietro un progetto così ambizioso?

Cineama, che inizialmente si chiamava YouProduce, è un progetto pilota per ora ancora in versione beta, nato da un’idea di Tania Innamorati e parte del Working Capital del 2010. Tania ha trasformato la sua visione in start up, lanciandola sul mercato – e di conseguenza sul web – nel giugno scorso. Tutto ciò assieme al producer italiano Fabrizio Mosca (quello de I Cento Passi) e a una serie di altre personalità e partner attivissimi in ambito cinema e multimedia: da Savina Neirotti del Torino Film Laball’Apulia Film Commission, fino a WE +.

È da un bel po’ che le centinaia di migliaia di persone che fanno girare la grande macchina di Hollywood cercano di organizzare il prorpio lavoro sul web: da LAcasting, il super portale dove i produttori incontrano gli attori, a piattaforme ancora più social come How’s my acting o Actingsoup. Esistono addirittura network specifici per soli screenwriter e registi, come Triggerstreet, punto di incontro digitale per aspiranti sceneggiatori.

Cineama porta in Italia questo spirito, con un sistema che si snoda su quattro punti principali:

  • piattaforma digitale per la promozione e il networking
  • community per lo sharing di informazioni, progetti e idee
  • laboratori, per la condivisione e lo sviluppo di idee e partnership
  • progetti, dedicata a chi ha già un soggetto o una sceneggiatura su cui è pronto a partire e per la quale cerca sostegno, collaborazioni e funding.

Vediamole nel dettaglio, una a una.

La funzione di piattaforma digitale è semplice e direttamente interconnessa a quella di community. Se da un lato Cineama è un luogo del web all’interno del quale i suoi iscritti possono caricare e condividere contenuti in modo autonomo, creandosi un vero e proprio portfolio “professionale”, dall’altro è anche un social network di settore, il cui obiettivo è quello di aggregare utenti con gusti, passioni e lavori simili all’interno di uno stesso universo online.

cineama

Il suo target è filtrato in modo deciso: qui ci si ritrova se si ama, si fa, si studia il cinema. Il meccanismo è quello solito: al contrario dei social network generalisti (Facebook, Twitter, Youtube), ma anche di quelli più “di settore” come Linkedin, su Cineama si mira ad una nicchia di mercato, curandosi di essa soltanto.

Sulla scia di quanto fatto da Glossom (per quanto riguarda la moda e la fotografia), Myartspace (per l’arte) e Gomiso (per la televisione e le tv series). I “plus” sono sicuramente il classico Facebook connect (sempre utile), la possibilità di taggare gli altri utenti nei propri status, la creazione di liste di interazione per discutere insieme agli altri utenti (con un format che ricorda quello dei forum).

Tool che, oltre a dare sostanza al lato tecnico e funzionale del progetto, permettono anche un rafforzamento per il suo lato social, generando interazioni e scambi all’interno della community virtuale non fini a sé stesse, ma al contrario canalizzate verso obiettivi concreti: scovare e proporre film da distribuire, trovare finanziatori, costituire gruppi di lavoro, leggere e discutere di cinema (c’è anche una sezione magazine, con notizie aggiornate con costanza su cinema e dintorni). Ma anche usare la cross-medialità per creare in modo innovativo opere nuove e “collettive”, nel segno del remix e del mash-up culturale (quelli descritti dal docu-movie RIP).

Queste istanze pragmatiche (lontane dalla futilità e dagli aspetti esclusivamente ludici o mollemente connettivi dei soliti social network) sono il “core” di Cineama, e trovano la loro collocazione ideale soprattutto nelle funzioni numero tre e quattro, e cioè nei laboratori e nei progetti.

Entrambi costituiscono sicuramente la parte più pro-attiva e nuova dell’intero progetto, poiché permettono a chi ha un progetto cinematografico di raccogliere collaboratori per farlo crescere (attraverso il crowd-sourcing) e finanziare (attraverso il crowd-funding). L’aspetto sicuramente più positivo è che chiunque può aprire un laboratorio su Cineama e iniziare da lì a raccogliere idee e aiuto per far partire il proprio progetto

Ma non solo. Se i laboratori sono una sorta di “think tank” web 2.0 sul mondo del cinema, con approfondimenti, dibattiti e scambi di idee e opinioni, la sezione progetti permette di entrare a far parte in modo concreto in un progetto e “giocare” così coi mestieri del cinema, scegliendo e selezionando script così come partecipando alle varie fasi che compongono il lavoro di un produttore: dal girato, all’editing, alla distribuzione.

Nella sezione progetti chi ha tra le mani un’idea cinematografica o audiovisiva concreta e “low cost” (intorno ai 100.000 euro max.), può infatti “buttarla in rete” creando una Promote Page (QUI trovate una guida utile), usando gli utenti di Cineama come un focus group online e come fonte di possibili input migliorativi per il progetto stesso, oltre che… come possibili reclute operative per la messa in atto dell’idea!

Il sistema di selezione è peer-to-peer: periodicamente Cineama indice delle votazioni, e solo le sceneggiature/progetti che riceveranno voti (Like!) sufficienti potranno passare allo step successivo, che prevede l’apertura di un crowfunding volto a raccogliere il budget necessario alla realizzazione del film. E qualora ciò accadesse: il film verrebbe prodotto, per davvero.

I valori aggiunti di questa operazione sono – evidentemente – parecchi. Innanzitutto in questo modo il sistema produttivo italiano, un po’ asfittico e sempre troppo fondato sui finanziamenti statali, trova una sua valvola di sfogo importante che fa della rete (intesa sia come web che come sistema solidale) il suo punto di forza.

Inoltre, l’approccio produttivo di Cineama riporta in voga due concetti importanti: la meritocrazia (perché solo i progetti validi vanno avanti) e la democrazia (tutti gli utenti possono votare, valutare, esprimersi, tentare la fortuna con la propria idea).

Insomma, anche in questo caso, pure se siamo ancora agli inizi della storia di Cineama, il web si è riconfermato un indispensabile tool per tutti i creativi che non vogliono rinunciare a trasformare i loro progetti in azioni concrete e – in questo caso – in movimento a 24 fotogrammi al secondo.

Francesca Masoero



Commenti

(7)
  1. ciao luca, scusa il delay nella risposta. di beta simili a cineama e gomiso ce ne sono molti, in ambiti vari. ad esempio è nato da poco sedition, che è una sorta di itunes del mondo dell'arte (ne parla una mia amica qui http://www.thestreamagazine.com/post/14114776756/…. mentre in ambito tv e cinema ci sonola già abbastanza famosa get glue: http://getglue.com/ e turner fish http://www.tunerfish.com/ (entrambe anche per iphone e android). :)

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