Fiat vs Chrysler: questo è l’advertising che ci piace



 fiat chrysler

Probabilmente questo post vi sembrerà polemico. Di certo è palesemente di parte.

Nelle ultime settimane ho riflettuto sullo spot Panda 2012 e su quello Chrysler del Super Bowl. Li adoro entrambi, meglio che lo dica subito. Se non li avete visti, potete dare un’occhiata qui sotto. Panda:

 

E Chrysler:

Fatto? Non avete notato neanche una somiglianza?

Andiamo con ordine. Ho scoperto con grande sorpresa che a realizzarle erano state due agenzie differenti: Kube Libre per Fiat, Wieden + Kennedy Portland per Chrysler – i creativi che hanno dato vita al fenomeno Old Spice, per dirne una.

Il concept però direi che è simile: due paesi in un momento di transizione, due popoli pronti a ripartire, l’impegno e il lavoro di entrambi per andare avanti (come stile ricordano un po’ i toccanti commercial che Toyota mandò on air per riconquistare la fiducia degli americani dopo la crisi dei recall del 2010).

In molti staranno pensando che gli italiani non sono gli americani e che le nostre economie  sono differenti – solo per citare il principale parametro di misura del benessere di un popolo. Vero. Ma il messaggio trasmesso e l’esigenza di fiducia accomuna entrambi. #OccupyWallStreet nasce negli USA, non lo dimentichiamo.

Sono le reazioni a questi spot così simili che mi hanno dato da pensare.  Mentre in tanti si inorgoglivano per la pubblicità Panda (e sì perché, con buona pace di molti, l’immagine che hanno dell’Italia all’estero è esattamente quella mostrata nel relativo passaggio della pubblicità), molti altri se ne dicevano indignati e la riducevano ad una traslazione del Marchionne pensiero.

Inutile precisare che io sto nel primo gruppo, e che anzi posso dire che una pubblicità del genere ha avuto il pregio di valorizzare un auto che, ad esempio, trovo davvero brutta e che comunque ho visto decisamente sotto altri occhi.

Il messaggio che mi è rimasto? Anche nelle piccole cose possiamo fare tanto e bene, soprattutto perché ne siamo capaci (magari sorvolando sulla nuova pubblicità della Nuova 500 in America, con la classica sexy girl – non italiana ma spacciata per tale – che incarna l’eterna metafora donna-macchina).

Il messaggio dello spot Panda non mi pare poco, in mezzo al carosello di meteorologi improvvisati, capitani coraggiosi e illustri figli meritevoli con posto fisso che focalizzano tute le conversazioni degli italiani.

De gustibus, mi direte. Ma allora perché poi le stesse persone si sono esaltate per “It’s halftime in America”?

Carisma di Clint Eastwood a parte (qualunque cosa lo veda protagonista, infatti, merita a prescindere), non dimentichiamo che Chrysler è parte del gruppo Fiat dal 2009, eppure nessuno si è permesso di dire “Oh guarda il Marchionne pensiero traslato su Chrysler, che schifo”. Anzi.

Mi sorge allora un dubbio: il brand è decisamente più valorizzato nella pubblicità Fiat, se c’è qualcuno che ha bisogno di un incoraggiamento direi che siamo noi, l’estetica dello spot mi piace moltissimo… dov’è il problema?

Che non sia forse che tanti preferiscono il nuovo spot del Superenalotto, che ci fa sembrare un branco di incapaci canterini che stanno lì ad aspettare il miracolo?

It’s halftime in America? Speriamo che non sia il last quarter in Italy.

Emanuela Zaccone



Commenti

(5)
  1. Lo spot della Panda mi piace in quanto tale, visivamente, ma trovo il concept molto vecchio, anzi direi stantio. E il concetto è: "Comprala perché è italiana, del tuo Paese." Roba vecchia, si sente da sempre. E non mi ha mai convinto. Preferisco valori più attuali, più globali. Quanto all'auto a me invece piace! :-)

    • Ciao Flavio, beh secondo me i valori espressi dalla pubblicità Panda ci "servono" ora più che mai.
      Diciamo che sono i tempi che riempiono di significato certe immagini, almeno secondo me.
      Ma sai che forse l'auto non è così male?

  2. Molti hanno visto nello spot Chrysler una sorta di continuazione ideale (e adattamento culturale) dello spot Fiat – da qui il dubbio che fossero nati dalla stessa mano. In realtà Wieden + Kennedy non ha fatto altro che riproporre la stessa identica tematica dello spot curato per Chrysler in occasione del Superbowl 2011, con protagonista un "detroitiano" doc, Eminem.

    In quel caso lo spirito di rinascita e la vena retorica avevano come scenario non già un paese intero, ma proprio quella "motor city" così colpita dalla crisi.

    Ora, lo spot 2012 mette in piedi un dubbio: stiamo assistendo a una crisi economica che da una città simbolo di un settore industriale si è estesa al resto del paese e ad altri settori industriali, oppure siamo solo di fronte a una crisi creativa di W+K che si traduce in uno spot dallo stesso identico canovaccio?

    Per chi se lo fosse perso, ecco lo spot 2011: http://www.youtube.com/watch?v=SKL254Y_jtc

  3. A me gli spot piacciono entrambi, come stile di comunicazione, come soggetti, come immagini e come emozione. L'unica differenza che ci vedo, e che avevo esternato, è su ciò che in ultima analisi comunicano.
    Gli US sono spronati da un Clint Eastwood arcigno, che esorta a tener duro e a giocarsela nel secondo tempo, auspicando ad una grande reazione collettiva.
    L'Italia riparte dal pandino, piccino e laborioso che nonostante i limitati mezzi si da un sacco da fare. E' vero, è l'Italia che ci piace, quella che si da da fare, ma è quella che ci ha portato fin qui, forse anche a noi serviva l'incitamento ad un miglior secondo tempo (tecnico), magari sulla spinta di un prodotto più innovativo della panda.
    Per riassumere, loro ripartono in sile Hollywood, noi andiamo avanti a sgobbare come pandini.

    P.s. Non ce l'ho con la panda, ma sarebbe bastato presentare il modello ibrido, per dare la traccia di un vero cambiamento verso il futuro.

  4. Il problema e' nella coerenza dello spot con le azioni dell'azienda. Chrysler sta uscendo dal periodo di crisi, ha ripagato il suo debito con il governo federale, negli ultimi 2 anni ha intrapreso un programma di forti investimenti nei suoi stabilimenti negli Stati Uniti e ha iniziato ad aumentare il numero di lavoratori. Fiat, al contrario, chiede costantemente (e da tanti anni) aiutai allo Stato, sposta all'estero gli impianti e taglia il personale (almeno queste sono le notizie che sentiamo tutti i giorni).
    A me non piacciono gli spot "melensi", quindi non piace nessuno dei due, pero' quello Fiat mi trasmette il messaggio: "Possiamo uscire da questa crisi, se VI impegnate, stringete i denti etc", mentre lo spot Chrysler dice "Possiamo uscire da questa crisi, se CI impegniamo, stringiamo i denti etc". Non per niente nello spot Chrysler vengono dette le parole "we all rallied around what was right and acted as one"

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