
La crossmedialità, per dialogare in modo efficace con gli adolescenti, è ormai cosa fondamentale. Specie quando si tenta di riportarli davanti alla televisione.
Nonostante l’offerta quanto mai articolata (specie in America) di telefilm e programmi specificamente costruiti per un pubblico teen, i giovani ormai fruiscono dei media in modo discontinuo e casuale: non si fidelizzano, sfuggono. E poi, soprattutto, se guardano qualcosa, tendono a farlo in modalità “wired”, su tablet, telefoni, computer. Del resto abbiamo già trattato spesso il multiforme tema della Social TV, e più il target è giovane più il discorso si fa interessante. E le mamme? Vedrete, parleremo anche di loro.
I network americani non rinunciano dunque all’idea di avere un pubblico giovane seduto sul divano la sera e dunque, per coinvolgerlo e sedurlo, hanno inventato una serie di stratagemmi interessanti, che dalla scatola nera regina dei salotti anni ’60 passa (in collegamento o in trasferimento) ai vari device che i giovani (e non solo) amano tenere tra le mani. Ecco qualche esempio.
FOX – Glee
Iniziamo da una basica ma efficace integrazione con i social network. Si va dalla segnalazione di hastag in sovraimpressione, così da supportare e vivacizzare il dialogo e la chiacchiera su Twitter, alla creazione di tab temporanee su Facebook, spesso collegate a contest online.
Lo ha fatto anche Fiorello con #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend, dimostrando anche come la brevità non sia affatto fondamentale, se il contenuto è in grado di attirare proseliti.
Un esempio recente è la tab “Ricky on Glee” sulla pagina Facebook di Ricky Martin (da 3 milioni di fan), che ha fatto da teaser all’episodio del celebre show FOX in cui il cantante è apparso come guest star.

Il contest collegava iTunes, Twitter, Facebook e Youtube allo show televisivo. Inoltre, grazie all’uso della doppia lingua (sia inglese che spagnolo) andava a toccare e stimolare il target dei “latinos”, incredibilmente ampio (e in crescita, sia in termini di numeri che di importanza) negli USA.
In questo caso il risultato è una sinergia, collegata ad una significativa amplificazione dell’esperienza di consumo mediale, tra creatività e prosumerismo.
Disney + Yahoo
Un’altra opzione è quella di trasportare contenuti un tempo televisivi sulla rete, riadattandoli. È questo il caso del colosso Disney che, oltre a continuare a produrre franchise ultra convergenti (da Hannah Montana a Wizards of Waverly Place), ha recentemente iniziato a lavorare su prodotti di impronta televisiva, trasformandoli però per il web.
Ad esempio, grazie a una partnership tra il suo ramo Interactive e Yahoo, ha lanciato una nuova serie comica “Daily Shot with Ali Wentworth” in cui l’attrice fornisce ai genitori (soprattutto alle mamme) dei suoi giovani fan una serie di consigli e di notizie. La serie viene distribuita su Yahoo Screen e verrà presto distribuita anche sui canali Yahoo Shine e Yahoo News.

Per costruire i contenuti Disney ha utilizzato il data collecting di Yahoo, realizzando così video incredibilmente targettizzati e corrispondenti alle esigenze del suo pubblico di riferimento. Inoltre, la serie viene anche raccontata su Ali in Wonderland, il blog che la protagonista gestisce su Babble.com.
E vista la struttura corporate di Disney, non stupisce scoprire che anche Babble.com – piattaforma di blogging rivolta a genitori e young adults – sia in realtà parte della galassia Disney Interactive
ABC – The River
L’ultimo esempio è il più “futuristico” e trasporta gli spettatori in una nuova dimensione di consumo, costruita tutta attorno a loro.
Si tratta di ABC: per promuovere il suo nuovo show The River, hanno strutturato una partnership con Xbox Live (tecnologia Kinect). The River non è il solito “drama” di ABC. Niente Grey’s anathomy e niente Revenge. Il tema sono i fantasmi, il paranormale e la paura. Lo stile è quello di LOST, avvincente e misterioso. Il creatore è lo stesso di Paranormal Activity. La spinta all’interazione molto forte, da GetGlue a Facebook:

Inoltre, attraverso l’integrazione con il Kinect di Xbox, gli utenti possono esplorare gli spazi della serie sul bellissimo sito ufficiale della serie – Explore the River – muovendo le mani e controllando le proprie azioni con la voce e recuperando così dettagli e indizi utili a capire meglio la serie. Un’esperienza a 360° che coinvolge l’utente in modo attivo, portandolo a interagire in modo concreto con lo schermo e con il suo contenuto.

In questo caso la crossmedialità smette di essere semplicemente un elemento accessorio e ludico, e diventa invece un passaggio fondamentale per vivere la visione al meglio.
Verso l’entertainment che sarà.
Francesca Masoero
20 febbraio 2012
Trackbacks/Pingbacks
[...] promozione di spettacoli televisivi per vie digitali (ed i recenti sviluppi della social TV) sono temi che trattiamo con sempre [...]