Glossybox: il successo nelle digital PR? È un segreto!



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C’è un brand che ad appena un mese dall’arrivo in Italia si è già accaparrato migliaia di fan. Come? Grazie ad un sapiente uso degli earned media. Del resto abbiamo già parlato di una delle regole d’oro del digital PR: quando l’idea è accattivante ed il target ben definito, i risultati sono garantiti. La storia di Glossybox Italia è raccontata oggi da Francesca Masoero.

Glossybox è un servizio di shopping online che, in meno di un mese, è riuscito a conquistare fan e utenti (quasi 10.000 i like sulla loro pagina Facebook, seguitissima e cliccatissima). Start up italiana di una piattaforma già presente in tutta Europa, in Cina e in dirittura d’arrivo anche negli US, Glossybox è presto diventato uno “scrigno di desideri”, che le utenti attendono di mese in mese direttamente a casa.

Si tratta di una scatola dallo stile molto glamour, rosa cipria con nastri e carta velina nera sapientemente riempita di minitaglie di prodotti beauty di lusso, e in super anteprima: marchi leader del settore cosmetica e personal care tutti da scoprire, provare e poi recensire, direttamente sul sito glossybox.it.

Insomma ci sono tutti gli ingredienti giusti per creare un piccolo lovemark: attenzione e cura delle esigenze delle fruitrici, coinvolgimento post acquisto attraverso il sistema delle recensioni dei prodotti testati in anteprima, fidelizzazione (il sistema è in abbonamento: una volta che ci si è iscritti, si riceve la Glossybox ogni mese – servizio che si può ovviamente disdire in qualsiasi momento), glamour e una allure di esclusività che non guasta mai.

Ma il vero segreto dietro a Glossybox è… beh, è un segreto. Eh sì perché Glossybox punta tutto sull’attesa e sull’hype legati alla scoperta del suo contenuto, rivelato solo all’ultimo, quando le prime Glossybox iniziano ad arrivare a casa di chi le ha ordinate.

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C’è l’emozione del ricevere a casa un pacco, la sorpresa di vedere che cosa c’è dentro e la voglia di provare in anteprima prodotti davvero interessanti, nuovissimi e difficili da trovare in Italia (come Payot, Nuxe, HairMed…).

Questo tipo di approccio ha ricadute interessanti soprattutto in ambito SNS: è infatti su Facebook e Twitter che le fan dialogano sui prodotti ricevuti e si interrogano su quelli che arriveranno, incrementando così le azioni di visualizzazioni di post, sharing, commento, like e soprattutto di ritorno delle visitatrici. La curiosità è femmina, si sa… e molto spesso anche il business nel 2.0: ricordate ad esempio le innovazioni nel fashion marketing via web di Mango?

In effetti, poi, è proprio attraverso i social media che Glossybox ha strutturato e direzionato tutte le sue azioni di comunicazione. Il lancio è avvenuto a partire dal loro account Twitter, dove sono stati creati hashtag e gruppi appositi, dedicati all’universo beauty di Glossybox: il #glossyteam e le #glossygirls ne sono esempi perfetti. Glossybox ha poi iniziato a relazionarsi con alcune blogger e blog di moda e beauty, con una selezione molto accurata dei canali. Sempre su twitter ad esempio hanno fatto attività di engaging e socializzazione con blogger e trendsetter di qualità, come  @ariannachieli e @FrancescaCrippa.

Così, grazie al contributo delle blogger, la fama di Glossybox è cresciuta in modo esponenziale. Con loro, il team di web marketing coordinato da Fabio Cassandra, ha concordato una serie di recensioni del servizio e dei prodotti, fatte sia per iscritto (come quella di Trend & the City o quella di TrendYNail) che attraverso i video, come nel caso di quelle fatte da ABCmakeup e da ColorfulVanity.

digital PR

L’operazione è stata sicuramente molto fruttuosa: nel suo primo mese di lancio in Italia, Glossybox ha totalizzato ben 200 diversi post e 40 videorecensioni (6 h totali di girato con oltre 30mila view complessive), alcune delle quali molto ben fatte. Del resto è oramai chiaro: l’influencer marketing rappresenta il futuro, e le digital PR sono uno dei capisaldi di questo tipo di approccio.

È però attraverso Facebook che il mondo di Glossybox si è rivelato in tutto il suo chicchissimo splendore. Lì il concept del servizio, tutto improntato sull’idea di segretezza e sul want-to-know, ha permesso – lo dicevamo prima – un engaging costante e produttivo delle utenti.

Il tutto è stato corroborato e personalizzato attraverso una costante azione di sinergia e tag con i vari endorser, volta innanzitutto a veicolare informazioni e poi a creare un vero e proprio network di appassionate in ambito beauty care, che sono state invitate a ritrovarsi sulla pagina Facebook di Glossybox per scambiarsi consigli e recensioni sui prodotti da loro testati. Inoltre, attraverso le recensioni e il sistema di accumulo punti, Glossybox Italia si è assicurato rimbalzi sicuri sul sito e una audience attiva e fedele.

Ci aspettiamo presto dunque, anche per Glossybox italia, lo stesso successo che il servizio ha ottenuto in Germania: quasi 20mila fan su Facebook, una versione for him e una serie di spoof… ossia l’ultimo must have per ogni brand di successo nei Social Media!

Chiudiamo quindi con una delle tante parodie made in Germany: Bossy Glox, la beauty box misteriosa con tanto di carta igienica e cetrioli per gli occhi!

Francesca Masoero



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