Leica e Nikon su Facebook: il target degli esperti di fotografia è troppo sensibile?

leica facebook

Basta un contest, può bastare un semplice status, e gli animi si infiammano. Sì, perché pochissime passioni hanno saputo, come la fotografia negli ultimi anni, trasformare i semplici utenti in esperti, o addirittura in artisti. L’avvento del digitale e la inevitabile massificazione del mezzo ha sprigionato la fantasia delle masse.

È una passione sana, è vero, ma il fenomeno sta minando finanze e reputazione dei fotografi professionisti. È molto diffuso in tutto il mondo lo stereotipo dell’hipster artistoide con la Reflex al collo, che si crede fotografo solo perché ha una bella macchina fotografica, magari vintage. E si rispecchia nei molteplici gruppi Facebook, in Italia e nel mondo: si va da “Ripetiamo insieme: avere una reflex non significa essere fotografi” a “I’m sorry, but you’re not a photographer. You’re just a sheep with a Reflex.”

Veniamo a noi: recentissimamente ben due aziende che producono macchine fotografiche si sono trovate in difficoltà a causa di iniziative su Facebook, scatenando le ire di migliaia di fan. Senza dubbio, è un target molto infiammabile.

Non mi dilungherò troppo nei dettagli, se ne è già parlato tantissimo: Leica, storico marchio tedesco che dal 1913 produce fotocamere di alto livello, ha deciso di indire un concorso fotografico sulla pagina Facebook italiana, con l’obiettivo di uscire dalla “nicchia” ed aprirsi ad un pubblico più ampio. Grande successo (come dimostra il grafico qui sotto), e buon media coverage (vedi Repubblica.it).

google trend

Anche se quello che ha fatto più rumore sono state le polemiche: questo articolo del Fatto Quotidiano spiega grosso modo cosa è successo. Meccanismi di voto poco trasparenti, forte mistero attorno alla giuria, incitamento a “spammare” la propria foto su Facebook per ottenere like dagli amici. Un bel casino, insomma, nonostante le spiegazioni che Leica ha successivamente cercato di dare nella pagina del concorso. Anche Click, rivista a target appassionati di fotografia, ne ha parlato in modo critico: per essere tra i 24 finalisti bisogna necessariamente avere un alto numero di like, ed inoltre è obbligatorio seguire il canale Twitter Leicatalent_IT. Altrimenti? Il regolamento parla chiaro, ed “in nessun caso saranno ammesse contestazioni sulla scelta.” Parola di Leica. Inoltre chi vincerà (oltre ad un corso gratuito) avrà l’”onore” di postare contenuti nelle pagine Social Media di Leica. Sembra molto più marketing puro, che un concorso per mettere in luce giovani talenti.

Altro punto dolente è la qualità delle foto sottoposte: sono sorte diverse pagine a riguardo (come Concorso Leica: braccia strappate all’agricoltura), la più “virale” delle quali è senza dubbio il tumblelog LeicaFail. Lo dice la tagline: “Tramonti, cliché, fiori, gatti… il peggio del peggio del concorso.”

Come reagire? Beh, il sito è stato prontamente chiuso da Leica, e di certo far chiudere un sito critico o satirico non è una gran mossa (come insegna il terremoto Vasco Rossi-Nonciclopedia, in atto in queste ore e del quale parleremo a breve). Anche se va detto che è stato chiuso ufficialmente per motivi di copyright, ed ora ha riaperto: nel logo si legge Leika al posto di Leica, e con la riapertura il numero di fan è quasi triplicato (da appena 3 mila a più di 8 mila).

leica fail

La pagina ricorda molto quello che successe dopo il disastro diplomatico di Kenneth Cole: la rete punì con la forza dell’ironia un grosso errore comunicativo, creando un account Twitter di gran successo (ora chiuso). La campagna ha comunque ottenuto un buon successo, poco da dire: Leica stessa ha dichiarato che ci sono stati più di 20.000 partecipanti, ed il sito ha registrato oltre due milioni di accessi, con un 55% di nuovi visitatori. Si può dunque considerare un tentativo intelligente (o furbo?) di sfruttare la voglia di mettersi in gioco, ma anche l’ego, dei fotoamatori italiani.

Poi abbiamo il caso Nikon, ed anche di questo fatto parlerò il meno possibile: non vorrei fare facile ironia (dato il tema), ma davvero un immagine vale più di 100 parole… e allora eccovi gli screenshot di cosa è successo:

nikon fail

Un post infelice, che considera un fotografo valido SOLO per il tipo di lenti che usa. Le reazioni dei fan sono state furibonde, ecco una micro-selezione dei commenti più indicativi:

community management

Ed ecco lo status successivo, nel quale è apprezzabile il tentativo di rispondere e scusarsi. Anche se pare poco sincero, un po’ arrampicato sugli specchi, ed il giro di parole usato suona da giustificazione poco credibile: come può la frase “ONLY as good as the equipment he uses” avere lo stesso significato di “the equipment can help you”?

nikon excuse

 

Si sa, parliamo di Facebook, territorio sicuramente molto importante per tutte quelle persone che amano la fotografia, ma soprattutto amano mostrare le loro raffinate opere visive, sperando che qualcuno dia loro qualche soddisfazione. Ed è curioso che due brand storici, entrambi rinomati produttori di apparecchi fotografici, si siano messi nei guai praticamente in contemporanea, anche se per motivi molto diversi. Tra l’altro parliamo di competitor molto diretti (vedi l’ultimo commento degli utenti nella foto qui sopra).

Quale di queste due piccole epopee, secondo voi, ha danneggiato maggiormente il rispettivo brand? Ma soprattutto, perderanno un singolo euro di fatturato o riusciranno a guadagnarci, vista la visibilità?

Guido Ghedin

Questo articolo è stato scritto da: Guido Ghedin
Specializzato in comunicazione virale e integrata alla UCLA, ha lavorato tra nord Italia e sud California nella progettazione di strategie di comunicazione, nelle strade e nel Web.
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4 Commenti

  1. Non credo abbiano perso Euro con questo tipo di intervento, Leica sicuramente è uscita ai più e chi vorrà sentirsi un pò "vintage" o la vuole solo perchè magari ha visto il documentario della Leibovitz spenderà soldi per averla, e sinceramente non le regalano; Nikon forse, dal mio punto di vista, ha fatto solamente una figuraccia, bastonata dai professionisti e amatori che hanno un minimo senso di ricerca e studio, lodata dagli amatori invasati della fotografia digitale che criticano le loro foto in base ai soldi spesi per obiettivi e macchine, i quali in genere rinnovano attrezzature dopo 6, 12 mesi per il nuovo modello;

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