Il marketing su Chat Roulette: la nuova frontiera… del fake?


Breve premessa, nel caso qualcuno negli ultimi mesi fosse rimasto chiuso a chiave nel bagno di un ristorante: Chat Roulette è un servizio di video chat lanciato a fine 2009. Ideato dal giovanissimo studente russo Andrey Ternovskiy, CR permette di comunicare in chat con milioni di utenti nel mondo in modo assolutamente random.

Premessa fatta, il tema del giorno è questa campagna per il film The Last Exorcism, che pare sia stata lanciata, appunto, su Chat Roulette. La domanda è: reazioni reali a questa ragazza, che da sexy teenager si trasforma in “posseduta”, o un fake ben costruito per essere viralizzato su YouTube?  Dubbi o meno, pare che la cosa abbia funzionato, dal momento che questo prodotto della Columbia Pictures nel primo weekend è risultato primo nei botteghini USA.


Non è la prima volta che le agenzie creative propongono Chat Roulette per operazioni pubblicitarie. Era successo a McCann Erickson Madrid, che aveva studiato questa campagna per promuovere un canale satellitare spagnolo.

Ed era successo all’agenzia tedesca Sassenbach, che aveva sfruttato la chat con un’azione per Harley-Davidson.

Ma siamo sicuri che convincano veramente?

Ricordano un po’ quel gran parlare che ci fu riguardo Second Life, con tanto di prime pagine in ogni magazine di tecnologia. Nel lontanissimo 2006, infatti, sembrava la nuova frontiera del marketing, nonché il posto giusto, quello dove “bisogna esserci” a tutti i costi per fare soldi (come singoli avatar o come real-life brand). Oggi, il mondo virtuale inventato da Linden è fermo a 680,000 user attivi, e non solo non presenta grossi segni di crescita, ma non conquista le prime pagine nemmeno dei giornaletti nei circuiti universitari.

Sicruramente Chat Roulette è un fenomeno interessante, ma probabilmente se parliamo di marketing, quello vero, è il caso di non prendere questo medium troppo sul serio. Cosa che invece ha fatto Merton, il geniale musicista-improvvisatore che qualche mese fa si è guadagnato il suo posto nella cyber-Walk of Fame con questo geniale e spassosissimo video.

Guido Ghedin

Questo articolo è stato scritto da: Guido Ghedin
Specializzato in comunicazione virale e integrata alla UCLA, ha lavorato tra nord Italia e sud California nella progettazione di strategie di comunicazione, nelle strade e nel Web.
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5 Commenti

  1. michelepolico says REPLY settembre 1st 2010

    bel post Guido, complimenti!

    onestamente, credo che su Chatroulette, se viene una buona idea in grado di far veicolare un brand o un prodotto, valga in generale la pensa realizzarla, visto che i costi sono tendenzialmente prossimi allo zero.

    Resta il fatto che questo strumento è per certi versi primordiale, primitivo, sia come strumenti a disposizione dell’utente, sia dal punto di vista delle immagini volgari che molti utenti si divertono a mostrare.. e nonostante il recente rilascio della versione 2 del servizio non sono stati fatti molti passi avanti, almeno a mio avviso (e questo dipende dal tipo di strumento che non presenta alcun filtro).

    Ti segnalo invece un servizio per certi versi simile, di cui si parla meno ma molto più sviluppato: rounds.com permette di conoscere nuove persone via videochat, ma selezionandone i profili, e con diverse altre funzionalità aggiunte.. prova a dare un occhio e dimmi che te ne pare!

  2. Volendo fare i pignoli, esisteno dei limiti tecnici che fanno di Chatroulette un potenziale strumento di marketing solo a metà: ovvero, a meno che ciò che si voglia promuovere non abbia distribuzione e target a livello mondiale (penso ai digital goods, ad esempio), investire anche poco in CR risulta inutile dato che ad oggi non è possibile scegliere un sottoinsieme geografico all'interno del quale cercare un partner random.

    E due degli esempi mostrati ricadono in quest'ultima circostanza: il lancio di un film nelle sale (che salvo rari casi, non è mai in contemporanea mondiale), il lancio di un canale satellitare per il pubblico spagnolo.

    L'uso di CR probabilmente è utile a posteriori, nella misura in cui l'iniziativa (se ben realizzata, come quella per The Last Exorcism) genera buzz su altri canali.

    Ma a questo punto, se davvero si vuole lavorare a un fake, tanto vale fingere di aver finto qualcosa su Chatroulette, e postare in giro direttamente un montaggio video ad hoc :)

  3. Interessante post. Anche wired il mese scorso parlava proprio di chatroulette..
    Sono convinto che mano a mano che le tecnologie permettono le video-connessioni veloci, gli utenti piano piano sceglieranno sempre di più questi canali.

    @michele mi sono iscritto a rounds.com vediamo com'è..

    • michelepolico says REPLY settembre 1st 2010

      OK, fammi sapere che te ne pare, ovviamente rispetto a Chatroulette, Rounds.com ha più l aria di un social network vero e proprio!

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  1. Marketing on Chat Roulette: the new frontier of…fake? | YDL - luglio 7th, 2011

    [...] out the original post here! Questo articolo è stato scritto da: Guido Ghedin Esperto di comunicazione non [...]

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