Facebook business, online 2 offline, storytelling. Welcome to Obermutten



facebook tourism

Si parla spesso di online to offline come di soluzioni di integrazione del social web nel mondo fisico. Soluzioni in cui generalmente è proprio la tecnologia a generare l’effetto WOW e l’engagement, e in cui proprio l’utilizzo di soluzioni tecnologicamente avanzate comporta costi non indifferenti.

Si parla anche molto spesso di Facebook marketing applicato al settore turistico e ci si chiede come ottenere maggiori turisti attraverso l’utilizzo di Facebook: soluzioni di comunicazione o marketing che dovrebbero alimentare il turismo verso una destinazione invogliando le persone a visitarla.

Si parla ancora più spesso di storytelling, ovvero di una approccio di marketing con il quale non si parla specificamente del prodotto ma ad esso si associa una storia e un insieme di valori. Tutto questo è comunicazione e marketing.

Ma c’è una cittadina della Svizzera, Obermutten, che le storie non le racconta ma le crea, che non fa comunicazione e marketing su Facebook ma utilizza Facebook per fare business, e che non utilizza la tecnologia per generare l’effetto WOW, l’engagement e per alimentare il turismo, ma la poesia.

Questa cittadina ha deciso – ecco lo storytelling – di proteggere tutti i fan della propria pagina Facebook da una forte pioggia che si sta per verificare in Svizzera, portandoli in un posto asciutto e sicuro nel proprio paese.

facebook storytelling

Per questo ogni giorno o settimana – ecco l’idea disruptive – le foto dei fan della pagina Facebook vengono stampate e inserite in una grande installazione concettuale che appunto, riunisce tutti i Facebook fan della cittadina in una sua piazza.

Ma perché trovo bellissima questa case? Perché oltre ad aumentare l’awareness in maniera esponenziale e semplice sfruttando il desiderio di ciascuno di “apparire”, la cittadina di Obermutten non cerca di promuovere una destinazione su Facebook ma la rende meta di attrazione creando questa installazione fisica Facebook based”. E poi perché, diciamocelo, 8.000 fan per un paese da 80 anime non è male, no?

Dunque, Facebook non serve a comunicare l’esistenza della cittadina, bensì a creare al suo interno qualcosa di unico e di forte interesse per le persone: fermarsi un giorno, passando magari da quelle parti, a fotografare la propria foto (e magari taggarsi). O soltanto per vedere e apprezzare questa vera e propria opera d’arte 2.0.

Michele Polico



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