Searcheeze e la content curation: l’intervista a Stefano Passatordi



Searcheeze

Iniziamo così: Italians do it better.

L’avevo già detto nel mio post su Pinterest: l’ormai celebre piattaforma – in verità assimilabile più ad un sito di repository fotografica – non è l’unica soluzione in ambito content curation.

Searcheeze ne è l’esempio, ed è anche made in Italy. La startup, che ha sedi in Italia e negli USA e che è in rapida crescita dopo aver già chiuso due round di investimento con venture capital (e dopo oltre due anni di esperienza e feedback accumulati con il progetto Ibrii), è guidata da Stefano Passatordi, ventottenne noto sul Web anche per il blog You Startup: Project, Development e Deploy.

stefano passatordi

Noi di Young Digital Lab abbiamo fatto alcune domande a Stefano per voi (ma vi consigliamo di vedere anche l’intervista realizzata da Intervistato.com in collaborazione con Indigeni Digitali).

– Ciao Stefano! Searcheeze rappresenta una delle ultime novità nell’ambito della content curation: quali sono le sue caratteristiche principali?

Ciao ragazzi! Searcheeze è un servizio giovane e ancora in fase di sviluppo (siamo in beta pubblica), attualmente le principali caratteristiche sono sicuramente: la capacità di poter draggare singoli contenuti dalle pagine web, attraverso la nostra bookmarklet e con una granularità scelta dall’utente, e la collaborazione che è presente nell’intero processo di curation. Per poter capire a fondo quanto siano importanti le suddette caratteristiche bisogna aver ben presente l’intero processo di content curation. Se è vero che lo scopo è quello di filtrare il web, organizzando i migliori contenuti per argomenti, è anche vero che spesso il semplice bookmarking di una pagina non basta per curare in maniera efficace un argomento. Quante volte ci capita di condividere un link con un amico via email o in chat suggerendogli di vedere solo un video? Oppure solo una immagine? Oppure solo il paragrafo centrale? In queste circostanze, la nostra bookmarklet offre al curatore la possibilità di catturare davvero solo il contenuto di cui ha bisogno, eliminando tutto il “rumore” circostante, ma mantenendo, sempre e comunque, un riferimento alla pagina di origine. L’attività di content curation può essere eseguita sia dal singolo, ma anche da più persone. Quante volte ci capita di condividere per lavoro, per interessi comuni o per divertimento dei contenuti web con colleghi, amici e parenti? In particolare negli ambienti lavorativi, dove gruppi di colleghi necessitano di condividere informazione presente sul web? In tutti questi casi, la capacità collaborativa di Searcheeze offre una grossa opportunità per tutti i gruppi, privati e pubblici, di lavoro e non, che intendano filtrare, organizzare ed, eventualmente, ripubblicare contenuti di interesse comune.

– Cosa distingue Searcheeze da piattaforme come Pinterest, Scoop.it, Zite, Google Currents e Flipboard?

Premesso che la content curation si divide in varie tipologie e può essere applicata in diversi modi, credo che le principali differenze si possano riassumere nei seguenti punti:

  • attualmente Searcheeze è l’unica piattaforma di content curation che permette di creare e gestire topic privati, per uso personale e non pubblico;
  • Pinterest e Scoop.it sono le uniche due piattaforme ad introdurre una simil-collaborazione, tutte le altre non sono collaborative;
  • Tranne Scoop.it e in minima parte Pinterest, tutte le altre piattaforme pongono il loro accento sui contenuti, mettendo completamente in secondo piano il curator, ovvero l’utente;
  • Per il motivo di cui sopra, Zite, Google Currents e Flipboard sono degli aggregatori di contenuti automatici, più o meno intelligenti, il cui unico scopo è quello di fornire quotidianamente dei contenuti di interesse al lettore. Sono essenzialmente studiati per una fruizione personale e da device mobili, in particolare iPad.

Volendo provare a fare un confronto globale, direi che sicuramente la piattaforma più vicina a Searcheeze è Scoop.it, ma che, grazie alla capacità collaborativa, noi ci collochiamo in uno spettro più orientato verso il mercato SoHo/SME che totalmente consumer. In ogni caso, entrambi tendiamo a dare importanza anche al curatore, piuttosto che solo all’utente finale che usufruisce dei contenuti curati. Pinterest segue, in parte, la stessa ottica, ma con un modello di business completamente diverso. Zite, Google Currents e Flipboard sono degli aggregatori di ultima generazione che affidano il lavoro di filtraggio dei contenuti non all’uomo, ma ad algoritmi automatici. Personalmente, ritengo che non esista algoritmo migliore della mente umana per selezionare e filtrare contenuti.

content curation

– La dimensione collaborativa nella creazione dei papers è particolarmente importante in Searcheeze: come evolverà questa feature? Che altri sviluppi sono previsti per la piattaforma?

Le migliorie che abbiamo stabilito sono davvero innumerevoli, proverò a riassumere quelle più importanti. Sicuramente ci sarà un importante lavoro sia sulla UX che sulla UI, la nuova interfaccia sarà messa online nei prossimi mesi. La collaborazione sarà potenziata e verrà introdotto un sistema avanzato di gestione dei ruoli e dei permessi. Per la fase di selezione e filtraggio, stiamo lavorando su un motore automatico di suggerimento di contenuti (simile a quello di Scoop.it) e introdurremo la possibilità di fare content curation degli stream di Twitter (già disponibile, basta andare su twitter.com e draggare i tweet) e di Facebook. Circa l’organizzazione dei contenuti, sarà possibile spostarli e copiarli tra i vari topic, sarà anche migliorata la ricerca e sarà possibile creare dei collegamenti tra i diversi contenuti. Anche il magazine pubblico sarà migliorato, verrà introdotta la possibilità di personalizzare la grafica di ogni singolo magazine, di esportare ed embeddare l’intero stream di contenuti o singoli elementi. Stiamo anche studiando un meccanismo virale per permettere ai curators meritevoli di potersi diffondere e farsi conoscere nel minor tempo possibile. Aggiungeremo anche un sistema di statistiche private per permettere ai curators di capire l’andamento del loro lavoro e la risposta dei lettori. Ovviamente, saranno sviluppate le applicazioni per iOS e Android. Sarà introdotta una importante novità che, siamo certi, farà di Searcheeze una killer application, ma, per adesso… non posso dire altro!

searcheeze

– Searcheeze ha ricevuto diversi plausi all’estero: com’è andata l’esperienza di lancio in Italia?

Anche in Italia è andata molto bene, fortunatamente. Alcuni tra i curators più attivi e più seguiti sono proprio degli italiani. E’ stato molto importante il lancio in Italia perchè ci ha permesso di raccogliere del feedback che, in genere, è difficile ottenere in tempi così brevi. Inoltre, proprio in virtù del lancio in Italia, siamo attualmente in contatto con grosse aziende interessate al nostro servizio.

– Cosa avete imparato dall’esperienza di Ibrii? Che difficoltà avete incontrato per quanto riguarda il funding?

Ibrii è stata la prima esperienza nel mondo delle startup, quindi abbiamo imparato praticamente tutto o quasi. Abbiamo dovuto imparare a fare un passo importante, da idea a prodotto e da prodotto ad azienda. A parole sembra facile, nei fatti è tutto un altro discorso! Un’altra lezione imparata riguarda il fatto che nel mondo web è molto più importante la confezione del contenuto. Da tecnici abbiamo sempre pensato che un prodotto con mille super funzionalità fosse il nostro obiettivo, invece, abbiamo dovuto imparare che ne basta una, ma presentata bene e soprattutto semplice da usare. La ricerca dei capitali non è mai semplice, non è banale farti dare dei soldi da persone che non ti conoscono, che non sanno niente di te e soprattutto quando ancora non fatturi. Posso dire che noi siamo stati abbastanza fortunati in questo, abbiamo trovato i primi investimenti a meno di sei mesi dal lancio del progetto. Nel corso di questi anni abbiamo chiuso due investimenti, attualmente stiamo lavorando su un round più importante, teniamo le dita incrociate!

– In bocca al lupo allora Stefano!

Non so se è chiaro, ma a me Searcheeze piace: voi cosa ne pensate?

Emanuela Zaccone



Commenti

(4)
  1. Ottima intervista Emanuela. Personalmente, utilizzo Scoop.it da un po' e devo dire che mi dà soddisfazione sia in termini di visibilità e traffico che di posizionamento nelle SERP di Google. Non conoscevo Searcheeze ma, visto l'italianità del progetto, lo proverò subito :)

  2. Ottimo articolo intervista, sono molto affscinato da tutti questi strumenti che ti pemettono di fare un lavori di sartoria digitale e ridefinizione, il riutilizzo per gruppi di interesse lo trovo molto interessanti, così come la possibilità di affinare la condivsione su determinate parti del contenuto. Grazie e buon lavoro. Proverò sicuramente Searcheeze.

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