Twitter a colori e feed aggregati: intervista a Luca Filigheddu di Twimbow



twimbow

Se usate molto Twitter, avete bisogno di aggregare vari feed e tracciare l’andamento di keywords ed hashtag probabilmente utilizzerete tools come TweetDeck ed Hootsuite.

In realtà vi sono delle soluzioni alternative, una delle quali assolutamente made in Italy. Si tratta di Twimbow, aperto al pubblico già dalla scorsa estate. Cosa lo distingue dagli altri concorrenti e quali sono le prospettive di sviluppo? Ne abbiamo parlato con il suo founder, Luca Filigheddu.

Luca Filigheddu

– Twimbow è stato lanciato in alfa nel 2010 ed aperto al pubblico a luglio 2011: quali sono i feedback più importanti che avete raccolto in quel periodo e quanto contributo hanno dato gli utenti nella definizione dell’ultima versione di Twimbow?

Twimbow, sin dalla sua nascita, è stato progettato e costruito “attorno” agli utenti. Volevamo essere certi di fare qualcosa che rispecchiasse quello che gli utenti chiedevano, in termini di funzionalità e interfaccia utente, tenendo comunque sempre ben presente il fatto che volevamo fare di Twimbow qualcosa di unico nel suo genere, con aspetti della UI e funzionalità non presenti nei competitor (siamo stati definiti negli USA la “Apple” dei social media dashboard, proprio per sottolineare questa nostra connotazione di unicità e differenziazione). Gli utenti sono stati fondamentali da questo punto di vista. Nel tempo, anche tutte le altre versioni hanno proposto quanto gli utenti chiedevano. Per esempio, l’ultima versione 1.9 ha una potente interfaccia per la visualizzazione e analisi dei trending topics locali in diverse parti del mondo, aspetto molto richiesto dagli utenti.

– Quali sono gli aspetti che meglio distinguono Twimbow da tool come Hootsuite o TweetDeck?

Il lato forte di Twimbow è, a detta dei nostri utenti, l’insieme di strumenti che ti permettono di filtrare il “rumore” e far emergere ciò che è davvero importante per gli utenti. Abbiamo poi focalizzato l’attenzione sulla UI, in maniera da renderla del tutto unica nel suo genere, portando innovazione laddove i nostri concorrenti si sono copiati l’uno con l’altro. Per citare un esempio, il “Monitor” è una di queste innovazioni. Ma ne potrei citare moltissime altre.

Twimbow suite

– Che prospettive di sviluppo – sia lato software che dal punto di vista dell’adozione del tool – prevedi per Twimbow? Sarà aperto – come già fatto per i feed RSS – ad altri flussi di comunicazione? Verrà lanciata una versione mobile?

In questo momento la versione mobile è al top delle nostre priorità. Purtroppo le risorse sono limitate e le cose le dobbiamo fare una alla volta. Ancora non abbiamo trovato un investitore che ci possa supportare in questo, ma siamo al lavoro :-)

– Modelli di business: hai previsto l’uso di advertising sulla piattaforma o l’impiego di funzionalità premium?

Abbiamo tre modelli di monetizzazione che verranno messi in campo appena avremmo raggiunto una certa massa critica di utenti, legati a servizi premium o advertising contestuale. Abbiamo una crescita costante e lineare, con oltre 25 mila utenti attivi, ma il “botto” siamo certi arriverà non appena rilasceremo la prima versione mobile, su iPad e iPhone in primis. Attualmente oltre ad essere al top delle nostre priorità, è anche quanto gli utenti stanno chiedendo a gran voce.

Twimbow twitter

– Tu vivi in Sardegna ma Twimbow ha i suoi uffici anche a San Francisco: come vivi questa situazione di “ponte” tra l’Italia e gli USA? Hai considerato l’idea di trasferirti definitivamente lì?

Vado ormai periodicamente in Silicon Valley dal 2007 e ultimamente, da quando abbiamo fatto di Twimbow azienda americana, ci sto andando tre volte all’anno. Di solito ci sto tre settimane ogni volta e la cosa è sostenibile senza particolari problemi. Il trasferimento completo non è però nei miei programmi, ho due bambini e una moglie non “compatibili” con una decisione simile per varie ragioni. Continuerò a fare il piccione viaggiatore, ben lieto di farlo :-)

– Grazie Luca!

Quanti di voi hanno usato Twimbow e quali sono secondo voi i suoi punti di forza? Cosa suggerireste per migliorarlo?

Emanuela Zaccone



Commenti

(3)
  1. Utilizzo Twimbow da quando era ancora in beta chiusa e devo dire che mi sono quasi sempre trovato bene,

    Purtroppo è da un paio di versioni che il comodo segnale che indica dove finisco i tweet vecchi
    (quelli scaricati la volta precedente, per capirsi), sparisce se questi sono più di un certo numero.
    Dato che questo era la molla che mi aveva spinto a passare a Twimbow, ultimamente sono tornato all'interfaccia nativa di twitter sul web e a quella di tweetdeck su Android.

  2. Sul desktop, da quando twimbow supporta il profilo facebook, non uso praticamente altro.
    Come tanti, sono in attesa di una versione mobile per sistemi Android e spero che Luca e collaboratori la mettano al piu' presto in cantiere :)

    Ciao
    Luigi

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