
Abbiamo più volte parlato di super fan, engagement, community e viralità, ma mai in riferimento alla musica.

Abbiamo più volte parlato di super fan, engagement, community e viralità, ma mai in riferimento alla musica.

Mentre, come ogni mattina, leggevo un po’ di news dal mio reader, mi sono imbattuto in un post che espone i nuovi scenari di marketing emersi durante il noto evento SXSW. Continua a leggere

A Washington c’è Obama. A Napoli c’è il console generale Donald Moore, che ha attirato la nostra attenzione grazie ad alcuni interventi molto divertenti sui social media.

Questo post nasce da una serie di eventi un po’ strani. Quelle cose che succedono nei bassifondi di internet, nei meandri della rete, ma che sempre più spesso arrivano a galla e fanno rumore. Ed il baluardo difensivo tra le masse agitate ed il brand, inteso come creatura intangibile ed impersonale, è il community manager.

Ieri ho scoperto il termine newsjacking, ed ora inizio a vederlo dappertutto. Ieri abbiamo parlato del marketing che sfrutta tragedie e cataclismi, oggi di un tema (un po’) più leggero.

L’uragano Sandy è stato al centro dell’attenzione mediatica degli ultimi giorni. Quotidiani, telegiornali, social network: tutti parlano (parliamo) di Sandy.

Chi non è mai andato in Romagna alzi la mano. Io sono appena rientrato da una 15 giorni di ferie in riviera e – diciamo per deformazione professionale – ho dato un occhio a come sono messi “a social media” nella patria del turismo e dell’accoglienza.

È una di quelle forme di meta-comunicazione che sono nate – e sono diventate prassi nel giro di pochissimo – nel mondo del marketing nei social media.

Una coda infinita, che arriva fino a piazza Duomo. La gente si domanda cosa stia succedendo. Semplice: chiude il McDonald’s in Galleria Vittorio Emanuele.

L’avevamo lasciato alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi con una Bond girl di eccezione, sua maestà la regina d’Inghilterra. Dopo gli schermi televisivi, 007 sta per ritornare anche al cinema.

La carta stampata e i social network non hanno molto in comune, a prima vista. La prima è una tecnologia inventata nel XVI secolo, la seconda un bel po’ dopo.

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un’evoluzione del telespettatore, che senza esagerare possiamo definire radicale.