<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Young Digital Lab &#187; Facebook</title>
	<atom:link href="http://www.youngdigitallab.com/category/facebook/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.youngdigitallab.com</link>
	<description>Una tavola rotonda dedicata alla comunicazione al tempo del social Web</description>
	<lastBuildDate>Sun, 05 Feb 2012 14:36:49 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Facebook Ads avanzato: dire, fare, targetizzare</title>
		<link>http://www.youngdigitallab.com/facebook/facebook-ads-avanzato-dire-fare-targetizzare/</link>
		<comments>http://www.youngdigitallab.com/facebook/facebook-ads-avanzato-dire-fare-targetizzare/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 10:14:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Pezzano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.youngdigitallab.com/?p=6841</guid>
		<description><![CDATA[Il grande vantaggio dell&#8217;advertising su Facebook, rispetto ad altri network, è ovviamente la possibilità di indirizzare i propri annunci su target molto precisi. In particolare, oltre ai dati anagrafici e geografici, l&#8217;inserzionista su Facebook può attingere a quella miniera che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6900" title="facebook ads targeting" src="http://www.youngdigitallab.com/wp-content/uploads/facebbok-ads-targeting.png" alt="facebook ads targeting" width="537" height="416" /></p>
<p>Il grande vantaggio dell&#8217;advertising su Facebook, rispetto ad altri network, è ovviamente la possibilità di indirizzare i propri annunci su <strong>target molto precisi</strong>.</p>
<p><span id="more-6841"></span></p>
<p>In particolare, oltre ai dati anagrafici e geografici, l&#8217;inserzionista su Facebook può attingere a quella miniera che sono gli interessi e le passioni degli utenti, manifestati dai &#8220;Mi piace&#8221; e dall&#8217;adesione alle pagine fan.</p>
<p>Piccolo inciso firmato Mashable: pare che la nuova grafica di Facebook (l&#8217;oramai leggendaria Timeline) sia disegnata in modo da indurre gli utenti – tra le altre cose – a <a href="http://mashable.com/2011/12/29/eyetracking-study-new-vs-old-profiles/#40303Facebook-Average-Time-to-First-Fixation" target="_blank">prestare più attenzione proprio agli ads</a>. Questo, almeno, è quanto uscito da alcuni studi effettuati grazie alla tecnologia dell&#8217;eye tracking. Ma il punto del discorso è un altro.</p>
<p>Mentre l&#8217;advertising sui circuiti di ricerca (Adwords in primis) ha sempre espresso il suo potenziale nel momento in cui, proprio attraverso una query, l&#8217;utente comunicava l&#8217;esistenza di un proprio bisogno – dando all&#8217;inserzionista l&#8217;opportunità di intercettare questa richiesta, l&#8217;obiettivo di Facebook nel corso degli anni è stato quello di <strong>costruire una perfetta macchina di generazione del bisogno</strong>, fornendo all&#8217;inserzionista strumenti sempre più affinati ed efficaci. Un esempio? I social ads, basati sul principio persuasivo della <a href="http://www.bigthink.it/armi-persuasione-facebook-marketing/" target="_blank">riprova sociale</a> e dell&#8217;emulazione.</p>
<p>Tuttavia, è evidente che l&#8217;opportunità di comunicare la propria proposta a un utente che in qualche modo sta dimostrando in un preciso momento la necessità di soddisfare un bisogno è cruciale per qualsiasi azienda: le probabilità che il messaggio promozionale conduca all&#8217;azione di conversione (acquisto o altro) sono certamente maggiori. Per questo Facebook ha via via implementato una serie di funzionalità che rendono il proprio circuito di advertising sempre più &#8220;attento&#8221; alle <strong>espressioni attive di interesse e necessità</strong>.</p>
<p>Già dal marzo scorso <strong>Facebook ha iniziato a <a href="http://adage.com/article/digital/facebook-test-mines-real-time-conversations-ad-targeting/149531/" target="_blank">testare</a> il targeting in tempo reale basato sui contenuti prodotti dagli utenti</strong>. Ecco quindi che questi, aggiornando il proprio stato in &#8220;Come vorrei una birra fresca!&#8221;, hanno iniziato a vedere istantaneamente apparire annunci di brand di birra. Se ne era parlato qualche mese fa, in <a href="http://www.youngdigitallab.com/social-media/pubblicita-comportamentale-advertising-misura-utente/" target="_blank">questo articolo</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-6886" title="facebook-behavioral-advertising" src="http://www.youngdigitallab.com/wp-content/uploads/facebook-behavioral-advertising1.png" alt="facebook-behavioral-advertising" width="550" height="280" /></p>
<p>Sappiamo tutti però che tra il dire e il fare c&#8217;è una bella differenza. Nello specifico, affermare che si desidera una cosa non significa che la si desideri ora, o – nel caso di un&#8217;affermazione ironica – che la si desideri davvero. Diverso è invece l&#8217;indizio dato da un&#8217;azione: posso dichiararmi fan di una band, scrivendolo in bacheca o diventando fan della pagina ufficiale, ma solo se sarà palese che ne ascolto le canzoni la mia passione sarà certificata.</p>
<p>Le <strong>azioni</strong> sono proprio l&#8217;ultima frontiera della targettizzazione su Facebook Ads: tra le tante <a href="http://www.bigthink.it/leggi-guarda-compra-evoluzione-facebook-like/" target="_blank">novità</a> introdotte con l&#8217;ultimo F8, una che inizierà a interessare sicuramente gli inserzionisti di qui in avanti è l&#8217;integrazione con le applicazioni, interne o esterne a Facebook, che permette di sapere quando gli utenti stanno compiendo un&#8217;azione e quale essa sia.</p>
<p>Oltre ad apparire nel ticker, il sistema di notifiche in real time, le azioni potranno essere <a href="http://developers.facebook.com/docs/reference/ads-api/start-action-specs/" target="_blank">utilizzate come parametro</a> per definire il target degli annunci: i destinatari di un determinato annuncio potranno quindi essere <strong>tutti gli utenti che stanno compiendo o hanno compiuto una determinata azione</strong> all&#8217;interno di un&#8217;applicazione.</p>
<p>Provider di contenuti musicali come Spotify o Rdio, che fin dal lancio delle azioni su Open Graph le hanno integrate nel proprio flusso di utilizzo, potranno quindi ad esempio suggerire l&#8217;acquisto di un biglietto per il prossimo concerto nelle vicinanze a tutti gli utenti che stanno ascoltando i brani di una determinata band. Vi è mai venuta voglia di comprare subito il biglietto per il prossimo concerto mentre stavate ascoltando i pezzi di un gruppo che amate?</p>
<p>Ecco spiegata la forza di questo sistema di targeting: non più generazione del bisogno da zero, ma un preciso strumento per inserirsi con tempismo nel <strong>flusso emotivo</strong> di cui le azioni che compiamo sono inconfutabile sintomo.</p>
<p>Vi è venuta voglia di provare? Attualmente l&#8217;accesso al targeting per le azioni può avvenire solo tramite le API di Facebook Ads, che sono riservate a un numero limitato di operatori: quindi dovrete acquisire uno strumento di terze parti o rivolgervi a chi già lo utilizza.</p>
<p>Marco Pezzano</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.youngdigitallab.com/facebook/facebook-ads-avanzato-dire-fare-targetizzare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ghido ci racconta &#8220;Come creare applicazioni per Facebook&#8221;</title>
		<link>http://www.youngdigitallab.com/facebook/ghido-ci-racconta-come-creare-applicazioni-per-facebook/</link>
		<comments>http://www.youngdigitallab.com/facebook/ghido-ci-racconta-come-creare-applicazioni-per-facebook/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 09:44:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido Ghedin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.youngdigitallab.com/?p=6686</guid>
		<description><![CDATA[&#160; Oggi intervistiamo un amico ed un partner storico di Young Digitals: mr. Daniele Ghidoli, in arte Ghido, fondatore di Bigthink.it. Ovviamente l&#8217;occasione dell&#8217;intervista non è assolutamente il fatto che è appena uscito con un nuovo libro (Come creare applicazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-6687" title="come creare applicazioni per facebook" src="http://www.youngdigitallab.com/wp-content/uploads/come-creare-applicazioni-per-facebook.png" alt="come creare applicazioni per facebook" width="469" height="383" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi intervistiamo un amico ed un partner storico di Young Digitals: mr. Daniele Ghidoli, in arte Ghido, fondatore di <a href="http://www.bigthink.it/" target="_blank">Bigthink.it</a>. Ovviamente l&#8217;occasione dell&#8217;intervista non è assolutamente il fatto che è appena uscito con un nuovo libro (<a href="http://www.bigthink.it/libro-creare-applicazioni-facebook/" target="_blank">Come creare applicazioni per Facebook</a>); vogliamo semplicemente fare una chiacchierata con lui, parlando del più, del meno e di Facebook, il suo pane quotidiano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-6686"></span></p>
<p><em>– Ciao Ghido, sappiamo che stai uscendo con <a href="http://www.bigthink.it/libro-creare-applicazioni-facebook/" target="_blank">un libro</a></em><em>, ma non siamo certo qui per fare promozione. Quindi ti facciamo un&#8217;intervista generica sul mondo di Facebook. Quali sono le 5 più grandi innovazioni di Facebook negli ultimi 2 anni?</em></p>
<p>Ciao ragazzi! Allora, Facebook si è evoluto parecchio negli ultimi anni, sia dal punto di vista del Marketing che da quello dello sviluppo di Applicazioni. Di innovazioni che ne sono state molte:</p>
<ol>
<li>Nell&#8217;aprile 2010 Facebook ha rilasciato le nuove Graph API, semplificando l&#8217;accesso alla piattaforma e aggiungendo tantissime nuove funzionalità.</li>
<li>Contestualmente, ha lanciato l&#8217;Open Graph e tutti i Social Plugin come il Like Button che permettono di integrare Facebook sui siti web con poche semplici righe di codice.</li>
<li>Facebook ha ucciso definitivamente il linguaggio FBML, in favore degli IFRAME, che permettono di creare Tab e Applicazioni utilizzando i tradizionali linguaggi di programmazione e permettono un&#8217;altissima flessibilità.</li>
<li>Negli ultimi tempi si è sviluppata molto la parte Mobile, facilitando l&#8217;integrazione di Facebook anche con i dispositivi iOS, ad esempio.</li>
<li>Infine, pochi giorni fa hanno attivato la Timeline per tutti gli utenti: i nuovi profili Facebook porteranno una grande innovazione dal punto di vista dell&#8217;interazione tra utenti ed Applicazioni!</li>
</ol>
<p><em>– Se mai uscisse un manuale serio e ben fatto su <a href="https://www.facebook.com/creare.applicazioni" target="_blank">come creare applicazioni per Facebook</a></em><em> (anche se non credo succederà) quale pensi sarebbe il target più interessato?</em></p>
<p>In questo remoto caso&#8230; un manuale del genere potrebbe tornare utile a tutti quei programmatori PHP che hanno sempre desiderato imparare a sviluppare Applicazioni Facebook, ma che non hanno mai avuto la voglia di mettersi a studiare la documentazione ufficiale. Documentazione che, diciamolo, oltre ad essere in inglese, non è proprio il testo più semplice e chiaro dell&#8217;universo, no?</p>
<p><em>- A proposito di Facebook in Italia, ho sentito che <a href="http://www.robertomarmo.net" target="_blank">Roberto Marmo</a></em><em> ed <a href="http://www.disinformatica.com/" target="_blank">Angelo Iacubino</a></em><em> sono due grandi esperti in materia: li conosci per caso?</em></p>
<p>Ora che me li nomini&#8230; devo dire che mi suonano familiari <img src='http://www.youngdigitallab.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Roberto Marmo è un professore di Informatica che ho conosciuto diversi anni fa ad un evento a Milano, e poi ho continuato ad incontrarlo a qualsiasi evento andassi! Angelo Iacubino è un consulente informatico, nonché suo collega, esperto nello sviluppo di applicazioni mobile. Sono autori molto attivi, hanno pubblicato diversi libri e mi hanno coinvolto nella scrittura della loro ultima opera.</p>
<p><em>– Ah sì? A proposito, dato che non lo abbiamo ancora menzionato, ora possiamo dedicargli una brevissima domanda: dove si trova e quanto costa questo tuo nuovo libro?</em></p>
<p>Grazie per la domanda. Sarò brevissimo: il mio nuovo libro è da poco uscito nelle principali librerie italiane. Oppure potete trovarlo online sul sito di <a href="http://www.hoepli.it/libro/creare-applicazioni-per-facebook/9788882339920.asp" target="_blank">Hoepli</a>  con lo sconto del 15% ed è disponibile anche in versione ebook su <a href="http://www.amazon.it/Creare-applicazioni-per-Facebook-ebook/dp/B006GW6XKM/ref=sr_1_2?s=digital-text&amp;ie=UTF8&amp;qid=1323424524&amp;sr=1-2" target="_blank">Amazon</a>. Il costo è di 39,90 euro per la versione cartacea (368 pagine tutte a colori!) e di 28 euro per quella digitale. Buona lettura!</p>
<p><em>– Grazie Ghido!</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dato che ci siamo, tanto vale ricordare che Daniele Ghidoli, assieme ad altri giovani professionisti del mondo di Facebook, sarà presente allo Young Digital Lab del 16 febbraio a Milano: <a href="http://www.youngdigitallab.com/eventi/" target="_blank">&#8220;Corso in Facebook Marketing: come sfruttare il social network più famoso per l&#8217;awareness, il branding e le vendite&#8221;</a>. Tra pochi giorni troverete online tutti i dettagli e le modalità di iscrizione. Nel frattempo&#8230; massì, diciamolo, correte in libreria!</p>
<p>Guido Ghedin</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.youngdigitallab.com/facebook/ghido-ci-racconta-come-creare-applicazioni-per-facebook/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Facebook advertising e il rischio della sintesi</title>
		<link>http://www.youngdigitallab.com/facebook/facebook-advertising-e-il-rischio-della-sintesi/</link>
		<comments>http://www.youngdigitallab.com/facebook/facebook-advertising-e-il-rischio-della-sintesi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 09:40:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Pezzano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.youngdigitallab.com/?p=5219</guid>
		<description><![CDATA[&#160; All&#8217;inizio c&#8217;erano gli spot TV da 30 secondi o più: una bella sceneggiatura, un regista di grido, un sottofondo musicale memorabile e un testimonial dritto dritto da Hollywood. Poi i palinsesti si fanno più serrati e arrivano i &#8220;mini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-6006" title="facebook advertising" src="http://www.youngdigitallab.com/wp-content/uploads/facebook-advertising1.png" alt="facebook advertising" width="455" height="445" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>All&#8217;inizio c&#8217;erano gli spot TV da 30 secondi o più: una bella sceneggiatura, un regista di grido, un sottofondo musicale memorabile e un testimonial dritto dritto da Hollywood. Poi i palinsesti si fanno più serrati e arrivano i &#8220;mini spot&#8221; da 5 secondi: giusto il tempo di un pay-off azzeccato, pronunciato dal testimonial di cui sopra, e del momento clou del brano musicale di sottofondo.</p>
<p><span id="more-5219"></span></p>
<p>Dalla TV a internet, e il tempo per veicolare un messaggio promozionale si riduce ancora; il navigatore tipo è distratto e se ne frega dei banner, quindi è tutto un fiorire di pop up, pop under, interstitial e così via, in cui la parola d&#8217;ordine è proprio &#8220;<strong>persistenza</strong>&#8220;: più tempo ho per sviluppare un messaggio promozionale completo e in linea con il resto della comunicazione di brand, più la percezione che gli utenti avranno di me sarà non solo più forte (secondo un parametro quantitativo) ma anche più chiara e profonda (dal punto di vista qualitativo).</p>
<p>Poi il navigatore si fa furbo, installa i popup blocker e vuole godersi un web libero dall&#8217;invadenza della pubblicità. Ecco quindi gli annunci contestuali, sia nei network di ricerca (AdWords su tutti) che di contenuto. Il loro scopo è proprio quello di raggiungere l&#8217;utopia di <strong>una pubblicità utile al consumatore</strong>, e quindi non invadente: leggi con invidia la recensione di un viaggio in Canada? Eccoti l&#8217;offerta per un volo intercontinentale low cost. Se la targettizzazione è perfetta nessuno avrà più da ridire nulla sul messaggio promozionale di cui è target, giusto?</p>
<p>Sbagliato. Arriva il social web, negli utenti si fa strada l&#8217;urgenza di esprimere la propria opinione su tutto, anche sulla pubblicità che ricevono: Digg nel 2009 fa <a href="http://www.online-marketing.it/web-marketing/pay-per-click/2009/digg-ads-annunci-di-qualita-per-pagare-meno/" target="_blank">votare</a> gli annunci sponsorizzati agli utenti come tutti gli altri contenuti; Facebook da sempre integra la possibilità di segnalare un annuncio ritenuto offensivo, o ripetitivo, o semplicemente <strong>contro le proprie opinioni</strong>. In realtà su Facebook il feedback può essere ben più deleterio se un utente che non ha gradito l&#8217;annuncio pubblicitario esprime il suo dissenso <strong>pubblicamente</strong> sulla pagina fan del brand.</p>
<p>In un contesto come questo <strong>la scelta del messaggio è cruciale</strong> e molto delicata: l&#8217;accoppiata immagine-testo degli annunci Facebook Ads, che potrebbe essere un vantaggio rispetto a sistemi solo testuali, si rivela un&#8217;arma a doppio taglio. Come posso descrivere in modo chiaro e stimolante il mio brand, il mio business, i miei valori di marca, se ho a disposizione un&#8217;immagine di pochi pixel e 135 caratteri di testo?</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5969" title="Facebook Ad" src="http://www.youngdigitallab.com/wp-content/uploads/r6n.png" alt="" width="242" height="108" /></p>
<p>Rispetto a soltanto pochi anni fa, si è passati da un paradigma che prevedeva il massimo grado di libertà per lo sviluppo di un messaggio promozionale d&#8217;effetto e la minima possibilità di feedback da parte dei consumatori, al suo opposto. L&#8217;advertising sui social media, e in particolare su Facebook, è caratterizzato da forti limitazioni nella creatività del messaggio, e da un gran numero di funzionalità che consentono agli utenti di commentare, censurare, respingere al mittente quel messaggio e in definitiva quell&#8217;immagine del brand.</p>
<p>Il rischio della sintesi è che non solo vengano fraintesi un&#8217;offerta, una promozione, o il meccanismo di un concorso, ma che <strong>tutta la brand image venga contaminata e</strong> <strong>giudicata frettolosamente</strong>.</p>
<p>Come sempre, però, <strong>dietro a ogni problema c&#8217;è una sfida</strong>. E la sfida non è solo quella dei copywriter, impegnati a far stare il claim del secolo in 135 battute; è quella dei manager, dei CEO, dei vertici aziendali: sviluppare vision e mission così folgoranti da star dentro in qualsiasi annuncio, e da non far temere il giudizio di nessun consumatore.</p>
<p>Marco Pezzano</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.youngdigitallab.com/facebook/facebook-advertising-e-il-rischio-della-sintesi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Applicazioni Facebook su mobile: da oggi cambia tutto</title>
		<link>http://www.youngdigitallab.com/facebook/applicazioni-facebook-su-mobile-da-oggi-cambia-tutto/</link>
		<comments>http://www.youngdigitallab.com/facebook/applicazioni-facebook-su-mobile-da-oggi-cambia-tutto/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 07:41:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Pezzano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.youngdigitallab.com/?p=5637</guid>
		<description><![CDATA[Capita in un giorno qualsiasi, senza fare granché notizia, senza essere anticipato da rumors e hype, come nel caso dell&#8217;F8 di qualche settimana fa. Capita che Facebook, quasi in sordina, faccia una mossa destinata a rivoluzionare la fruizione non solo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-5654" title="facebook mobile" src="http://www.youngdigitallab.com/wp-content/uploads/facebook-mobile.png" alt="facebook mobile" width="442" height="412" /></p>
<p>Capita in un giorno qualsiasi, senza fare granché notizia, senza essere anticipato da rumors e hype, come nel caso dell&#8217;F8 di qualche settimana fa. Capita che Facebook, quasi in sordina, faccia una mossa destinata a rivoluzionare la fruizione non solo della propria applicazione ufficiale per iOS e Android, ma probabilmente l&#8217;intero scenario mobile. Lo dico con convinzione, senza i <a title="Effetto Vasco: le nuove regole del Social Media Fail" href="http://www.youngdigitallab.com/social-media/effetto-vasco-le-nuove-regole-del-social-media-fail/">sensazionalismi</a> di cui la Rete sembra essere sempre più teatro.</p>
<p><span id="more-5637"></span>Ieri infatti Facebook, rilasciando nuove versioni delle applicazioni per iPhone e Android e introducendo la tanto attesa app per iPad, ha <a href="http://developers.facebook.com/blog/post/575/" target="_blank">reso accessibili</a> anche da device mobili le applicazioni che si basano sulla sua infrastruttura e che in definitiva si nutrono del grafo sociale che fa di Facebook ciò che è.</p>
<p>Se la cosa sulle prime vi lascia indifferenti, cerco di riassumere quali pedine vengono necessariamente a muoversi:</p>
<h4><strong>Facebook</strong></h4>
<p><strong></strong>Dimenticato l&#8217;affaire <strong>Google+</strong>, che proprio con l&#8217;introduzione dei <a href="http://googlesystem.blogspot.com/2011/08/google-games.html" target="_blank">giochi</a> aveva tentato di rosicchiare fette di utenza (quali?) a Zuckerberg salvo poi limitarsi a <em>rosicare</em>, il prossimo obiettivo pare AppStore di Apple. Se l&#8217;<strong>esperienza &#8220;frictionless&#8221;</strong> di cui parlava Mark nell&#8217;ultimo F8 coinvolgerà anche le applicazioni, grazie a un layer mobile che include necessariamente anche iOS, i costi legati allo sviluppo per questa piattaforma (tra cui quello di imparare Objective-C, certamente non il linguaggio più versatile e diffuso) potrebbero diventare superflui per molti: ovvero dovrebbe essere molto più conveniente e remunerativo concentrarsi su una piattaforma che a oggi conta oltre 350 milioni di utenti via mobile e più di 500 milioni di accessi alle applicazioni ogni mese (fonte: <a href="http://www.facebook.com/press/info.php?statistics" target="_blank">Facebook</a>).</p>
<p>Ma attenzione: in questi giorni è circolata anche la <a href="http://thenextweb.com/facebook/2011/10/05/facebook-opens-up-about-timeline-and-approval-process-for-open-graph-apps/" target="_blank">voce</a> che Facebook stia progressivamente rendendo il percorso per gli sviluppatori più restrittivo, in termini di requisiti (a partire dal certificato SSL obbligatorio), prendendo a prestito proprio il paradigma di AppStore. Se in un futuro prossimo sarà richiesta anche una licenza developer a pagamento come in casa Apple, quelli che ora sono tasselli sparsi potrebbero riunirsi in un&#8217;immagine ben precisa.</p>
<h4><strong>Apple</strong></h4>
<p><strong></strong>Ci ha provato con <strong>Game Center</strong>, quando già esistevano network come <a href="http://openfeint.com/" target="_blank">OpenFeint</a>; ora però sarà davvero dura dissuadere gli sviluppatori di applicazioni e giochi dall&#8217;introdurre il sistema di Single-Sign-On di Facebook (peraltro già ampiamente usato) e costruire così una esperienza di social gaming davvero integrata e potenzialmente virale.</p>
<p>Il nuovo e più potente processore di iPhone 4S potrebbe quindi servire a far girare più velocemente&#8230;le app Facebook.</p>
<h4><strong>HTML5</strong></h4>
<p><strong></strong>Tra i due litiganti, chi probabilmente godrà è un terzo immateriale, una tecnologia di cui si è fatto un gran parlare ma le cui peculiarità hanno stentato a farsi notare al grande pubblico, finora. La versione 5 di HTML è pronta a stupire grazie alla spinta data da Facebook in questa occasione (Facebook &#8220;sponsorizza&#8221; ufficialmente l&#8217;uso di HTML5 per la creazione di app mobile) e al ben noto placet di Apple a riguardo (con buona pace di Adobe).</p>
<p>Che l&#8217;ostracismo di Jobs ed eredi nei confronti di Flash si possa dunque rivelare un autogol? Forse nel prossimo futuro avremo una risposta anche a questo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5644" title="Facebook integration" src="http://www.youngdigitallab.com/wp-content/uploads/attachment-e1318356173138.png" alt="" width="550" height="255" /></p>
<p>E gli utenti? La maggior parte si lamenta dei continui cambiamenti nel layout e nelle funzionalità di Facebook (dimostrando un&#8217;inerzia nei confronti del cambiamento che dovrebbe far riflettere, specie di questi tempi); i più smaliziati e i più smanettoni si bullano della Timeline attivata in anticipo (scherzi a parte, il nostro Guido ne ha dato un&#8217;ottima lettura in <a title="Facebook Timeline. Che ne sarà di noi?" href="http://www.youngdigitallab.com/facebook/facebook-timeline-che-ne-sara-di-noi/" target="_blank">questo post</a>); di sicuro entrambi, salvo qualche resistenza iniziale, non potranno che apprezzare il <strong>flusso senza soluzione di continuità</strong> che ora legherà mobile e web. Che non si possa più parlare di differenza sostanziale tra online e offline lo <a title="Online e offline sono la stessa cosa" href="http://www.youngdigitallab.com/web-strategy/online-e-offline-sono-la-stessa-cosa/" target="_blank">affermiamo</a> da tempo, e oggi un altro colpo forte viene assestato a una visione a compartimenti stagni.</p>
<p>Venendo a noi, per concludere &#8211; a coloro che si occupano di sviluppare strategie digitali, percorsi creativi e campagne integrate: dal mio punto di vista questa novità, passata un po&#8217; inosservata, rischia di diventare <strong>un punto fermo</strong> del nostro lavoro futuro. Io non vedo l&#8217;ora, e voi?</p>
<p>Marco Pezzano</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.youngdigitallab.com/facebook/applicazioni-facebook-su-mobile-da-oggi-cambia-tutto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Facebook Timeline. Che ne sarà di noi?</title>
		<link>http://www.youngdigitallab.com/facebook/facebook-timeline-che-ne-sara-di-noi/</link>
		<comments>http://www.youngdigitallab.com/facebook/facebook-timeline-che-ne-sara-di-noi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Sep 2011 15:10:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido Ghedin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.youngdigitallab.com/?p=5252</guid>
		<description><![CDATA[Provo a scrivere un post velocissimo, dopo manco un&#8217;ora che mi sono installato questa fantasmagorica Timeline. E appena un giorno dopo la F8 Developer Conference, che quest&#8217;anno era attesa come si attende il Natale. Quindi probabilmente alcune delle seguenti impressioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-5253" title="facebook timeline F8" src="http://www.youngdigitallab.com/wp-content/uploads/facebook-timeline-F8.png" alt="facebook timeline F8" width="486" height="394" /></p>
<p>Provo a scrivere un post velocissimo, dopo manco un&#8217;ora che mi sono installato questa fantasmagorica Timeline. E appena <strong>un giorno dopo la F8 Developer Conference</strong>, che quest&#8217;anno era attesa come si attende il Natale. Quindi probabilmente alcune delle seguenti impressioni saranno minuziosamente documentate, mentre altre saranno opinioni e riflessioni smentibilissime già tra qualche ora. Ma mi sembra di capire che qui non tutti sappiano ancora bene che destino avranno i nostri amati profili. Ergo, ogni feedback è assolutamente benvenuto.</p>
<p><span id="more-5252"></span></p>
<p>Facebook ha raggiunto un momentum tale che il cambiamento grafico e concettuale del nostro profilo, specie se irreversibile, potrebbe portare il fatturato degli psicologi di tutto il mondo a triplicarsi. Iniziamo dalla presentazione: tutto nasce con una geniale introduzione di Andy Sandberg, star dei Lonely Island e ospite fisso da un bel po&#8217; negli sketch del Saturday Night Live Show. Il divertentissimo siparietto introduttivo non toglie comunque la solenne aria di irreversibilità che questo cambiamento verrà a portare.</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=v_vz6Me_TIY">http://www.youtube.com/watch?v=v_vz6Me_TIY</a></p>
</p>
<p>La nostra vita in uno scroll. I precedenti parter, quella tipa al mare&#8230; che erano, 7 anni fa oramai? La pizzeria sotto casa che poi smettemmo di andarci e ora a malapena la ricordo. Quell&#8217;amico che sentivo diuturnamente nel 2007, e che oggi non ricordo chi è e non so neanche perché abbiamo smesso di sentirci. Ma ero così tanto suo amico? La Timeline dice di sì, toh, guarda. Giorno per giorno, tutto quello che vi siete detti. Tutto sotto i nostri occhi, in pochi secondi. Immaginate tra 20 anni: qui si sta ridefinendo il concetto stesso di &#8220;passato&#8221;, forse.</p>
<p>Ed è da un po&#8217; che Facebook punzecchia la nostra voglia di passato, appunto: prima le storie tra due persone, con la cronologia completa di tutte le nostre interazioni. Poi gli status vecchi, &#8220;un anno fa dicevi questo&#8230;&#8221;, sparsi tra un Facebook Ad e l&#8217;altro. E con l&#8217;ultimo F8 è arrivata la bomba: <strong>il nostro profilo diventa la nostra storia, la nostra vita</strong>. È quasi inquietante vedere che l&#8217;update &#8220;Guido joined Facebook&#8221; è preceduto, nella timeline, da altre foto, scattate precedentemente. Significa che Timeline è davvero la nostra vita, Facebook è solo una piccola parte di essa. Non è una cosa da poco.</p>
<p>Per gli avventurieri che l&#8217;hanno già provato: da questo update non si torna indietro (se non ho capito male), ed a breve nessuno di noi avrà possibilità di scelta (se non ho capito male). Tutto a portata di scroll, non si scampa. Basti leggere la chiusura di questo articolo del <a href="http://www.washingtonpost.com/business/economy/facebook-timeline-an-online-yearbook-for-your-life/2011/09/23/gIQAOfrKqK_story.html" target="_blank">Washington Post</a>: &#8220;Only time will tell whether the Timeline will be a hit with users, but our online lives are about to change and there’s not a whole lot we can do about it.&#8221;</p>
<p>Per chi vuole rischiarsela, la timeline può essere attivata tramite Facebook Developer, e <a href="http://www.tissy.it/2011/09/timeline-di-facebook-come-abilitare-il-nuovo-profilo-in-anteprima/" target="_blank">questo post</a> di Tissy Tech ci spiega per filo e per segno come fare. Funziona, e io l&#8217;ho fatto poco fa. Non sto a pubblicarvi gli screenshot, che hanno poco senso dato che si tratta di una pagina lunghissima da scrollare, risalente sino alla nostra data di nascita. Metto dunque qui il video (molto stile Apple commercial, a dire il vero) con il quale Facebook stesso ce la spiega:</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=hzPEPfJHfKU">http://www.youtube.com/watch?v=hzPEPfJHfKU</a></p>
</p>
<p>Ecco le mie primordiali riflessioni:</p>
<ul>
<li>È una cosa affascinante, non c&#8217;è dubbio. Non per niente c&#8217;è chi ci era già arrivato: pensiamo all&#8217;applicazione <a href="http://www.intel.com/museumofme/r/index.htm" target="_blank">The Museum of Me</a> di Intel. Se non ve lo ricordate, ecco il post in cui analizzammo le <a href="http://www.youngdigitallab.com/case-history/il-marketing-ego-friendly/" target="_blank">componenti psicologiche</a> che portano la gente a volere un&#8217;innovazione simile. E Facebook, evidentemente, lo sa</li>
</ul>
<ul>
<li>Curiosamente, ho percepito questa iniziativa anche come un modo per capitalizzare ancor più l&#8217;attenzione del mondo: dopo questa boutade clamorosa a San Francisco, oggi ho l&#8217;impressione che per una volta tutto stia succedendo su Facebook, e non su Twitter. Le conversazioni, l&#8217;interesse, tutto spostato ancora una volta sul buon vecchio FB. E di Google+ chi parlerà più? Pff, loro hanno creato le cerchie, noi ti mettiamo sotto il naso la tua vita. Bang.</li>
</ul>
<ul>
<li>Timeline ha però delle venature che hanno un non-so-ché di retrogrado, la quale utilità mi sfugge. Una su tutti, la possibilità di mettere uno sfondo al proprio profilo. Ma perché? Per i nostalgici di Myspace? Per i &#8220;bimbiminkia&#8221;? Forse per il target hipster? Questa non l&#8217;ho capita, lo dico sul serio.</li>
</ul>
<div>
<p>Non voglio essere catastrofista, ma scrollare la mia Timeline qualche brividino me l&#8217;ha fatto provare. Dopotutto, il simpaticissimo Mark Zuckerberg, che tutto d&#8217;un tratto ha imparato a prendersi gioco di sé, sta solo cercando di <strong>invadere un&#8217;altra area della nostra mente</strong> e della nostra concezione del mondo. Prima hanno divorato il concetto di &#8220;amico&#8221;, stravolgendolo completamente. Poi il concetto di &#8220;like&#8221;, che era la parola più usata nella lingua inglese ed oramai è praticamente diventato un copyright di Facebook.</p>
<p>Adesso, stanno cercando di appropriarsi del concetto di &#8220;vita&#8221;. Almeno su questo, sono sicuro che dovranno vedersela con i teo-con.</p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.youngdigitallab.com/facebook/facebook-timeline-che-ne-sara-di-noi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>17</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Facebook commerce: semplice come un negozio su Facebook</title>
		<link>http://www.youngdigitallab.com/facebook/facebook-commerce-semplice-come-un-negozio-su-facebook/</link>
		<comments>http://www.youngdigitallab.com/facebook/facebook-commerce-semplice-come-un-negozio-su-facebook/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 31 Aug 2011 09:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Viganò</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.youngdigitallab.com/?p=4929</guid>
		<description><![CDATA[Si è parlato di come portare i fan dalle pagine Facebook ai propri siti, di come coinvolgerli, di come condividere sulla pagina fan quello che facevano sul sito per creare buzz. Si è parlato di come trasformare i fan in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-4939" title="facebook store" src="http://www.youngdigitallab.com/wp-content/uploads/facebook-store.png" alt="facebook store" width="457" height="378" /></p>
<p>Si è parlato di come portare i fan dalle pagine Facebook ai propri siti, di come coinvolgerli, di come condividere sulla pagina fan quello che facevano sul sito per creare buzz. Si è parlato di come trasformare i fan in clienti, di come farli arrivare, ed acquistare, sugli shop on line.</p>
<p>Il giro era effettivamente un po&#8217; lungo, e nel &#8220;travaso&#8221; di fan da una parte all&#8217;altra probabilmente alcuni si perdevano per strada. Non è sempre un metodo efficiente. O meglio, c&#8217;è un metodo più efficiente e non troppo usato: aprire un<strong> Facebook store.</strong></p>
<p><span id="more-4929"></span></p>
<p>Perché disturbare i fan? Perché fargli fare &#8220;tutta quella strada&#8221; da Facebook al vostro sito? Aprire <strong>un negozio direttamente sulla pagina fan </strong>è facile: con la modifica delle pagine Facebook avvenuta qualche tempo fa ed il relativo <a href="http://www.bigthink.it/facebook-tab-iframe-contenuti-riservati/" target="_blank">inserimento del tab iframe</a> ora si può fare di tutto, o quasi. Si può riservare il contenuto dello shop ai soli fan e quindi spaziare con promo riservate (che attirano chi fan non è) per incentivare l&#8217;acquisto.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="facebook shopping" src="http://blog.it.privalia.com/wp-content/blogs.dir/4/files/logo_fan_shop1.jpg" alt="facebook shopping" width="192" height="381" /></p>
<p>Analizziamo un caso: il 4 giugno un grosso player della distribuzione italiana come Privalia <a href="http://blog.it.privalia.com/2010/06/privalia-fan-shop-negozio-facebook/" target="_blank">apriva il suo Fan Shop</a>, dedicato alle prevendite ed alle vendite esclusive. In questo caso non c&#8217;è l&#8217;intero negozio in vendita ma solo una <strong>&#8220;boutique&#8221; esclusiva per i fan</strong>, che possono accedere in anteprima alla vendite più importanti e vantaggiose, oppure avere l&#8217;esclusiva per una vendita che non verrà poi portata sul sito. Sulla pagina lo staff supporta anche i clienti, seguendoli per tutte le problematiche relative agli acquisti, e rispondendo alle lamentele.</p>
<p>Il mercato degli <em>smart buying groups</em> è in forte crescita: non hanno negozi fisici e stanno investendo molto (e lo hanno sempre fatto) su web e mobile in quanto è il loro (unico) campo di battaglia. Anche chi ha negozi fisici ed una storia lunga nella vendita tradizionale, <strong>si espande su web e mobile</strong>. Ma non è solo un tentativo, è qualcosa di più a parer mio. È la consapevolezza di come stanno cambiando i consumi ed i consumatori.</p>
<p><a href="http://it.allsaints.com/" target="_blank">All Saints</a> è un&#8217; azienda di abbigliamento attiva dal 1994 in Inghilterra ed in continua espansione, ed anche loro hanno inaugurato un Facebook store, con tutto quello che ne può derivare:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://federicovigano.files.wordpress.com/2011/08/allsaints.jpg"><img class="aligncenter" title="allsaints facebook store" src="http://federicovigano.files.wordpress.com/2011/08/allsaints.jpg" alt="allsaints facebook store" width="516" height="495" /></a></p>
<p>Infatti, ce ne è uno per gli Stati Uniti ed uno per il Regno Unito. Hanno poi sviluppato l&#8217;applicazione iPad ed iPhone, per gli utenti mobile, ed hanno un account Twitter sempre aggiornato ed attivo nelle conversazioni con i clienti.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-4930" title="mobile shopping" src="http://www.youngdigitallab.com/wp-content/uploads/ipad-allsaint.jpg" alt="mobile shopping" width="475" height="523" /></p>
<p>E a tutto questo potete aggiungere che la parte fisica del lavoro, la spedizione, è efficiente e veloce. Gli americani direbbero &#8220;Bingo!&#8221;, perché anche questo finirà ovviamente a favore della reputazione e percezione del brand.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-4931" title="twitteras" src="http://www.youngdigitallab.com/wp-content/uploads/twitteras.jpg" alt="twittera facebook store" width="540" height="111" /></p>
<p style="text-align: left;">Ora la mia domanda: c&#8217;è un solo motivo per cui un&#8217;azienda che vuole vendere non dovrebbe investire in web e mobile?</p>
<p>Federico Viganò</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.youngdigitallab.com/facebook/facebook-commerce-semplice-come-un-negozio-su-facebook/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>15</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Utilizzare Facebook fuori da Internet</title>
		<link>http://www.youngdigitallab.com/facebook/utilizzare-facebook-fuori-da-internet/</link>
		<comments>http://www.youngdigitallab.com/facebook/utilizzare-facebook-fuori-da-internet/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Dec 2010 11:14:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Polico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[facebook marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.youngdigitallab.com/?p=2180</guid>
		<description><![CDATA[La settimana scorsa abbiamo parlato di come utilizzare Facebook fuori da Facebook, ovvero di come integrare alcune sue funzionalità all&#8217;interno dei siti Web. Ma l&#8217;utilizzo di Facebook può essere apportato anche &#8220;fuori dallo schermo&#8221;, ovvero all&#8217;interno di negozi e ristoranti, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2255" title="facebook sticker" src="http://www.youngdigitallab.com/wp-content/uploads/facebook-fuori-da-internet.png" alt="facebook fuori internet " width="516" height="419" /></p>
<p>La settimana scorsa abbiamo parlato di come utilizzare <strong><a href="http://www.youngdigitallab.com/facebook/utilizzare-facebook-fuori-da-facebook/" target="_blank">Facebook fuori da Facebook</a></strong>, ovvero di come integrare alcune sue funzionalità all&#8217;interno dei siti Web. Ma l&#8217;utilizzo di Facebook può essere apportato anche &#8220;fuori dallo schermo&#8221;, ovvero all&#8217;interno di negozi e ristoranti, alberghi ed eventi, e in generale in qualsiasi spazio offline presidiato dal brand.</p>
<p><span id="more-2180"></span></p>
<p>Se è vero infatti che le persone incontrano i brand spesso fuori da Internet, perché non implementare la Social Media ID Strategy anche in quegli ambienti? Nei negozi, nel mondo reale, nelle pubblicità televisive, nei cartelloni pubblicitari: sono tutti touch point che possono scatenare la relazione tra persone e brand, e che le aziende possono sfruttare per creare la connessione sociale, per viralizzare contenuti, e per aumentare l&#8217;engagement.</p>
<p>Comprendere come oggi online e offline stiano sempre più convergendo, grazie agli smartphone e alle tecnologie di realtà aumentata, e grazie al molitiplicarsi dei device e delle applicazioni, significa anche comprendere che il Web Strategist non può più prescindere da &#8220;tutto quello che non è prettamente Web&#8221;, e che strutturare una strategia Web senza partire da questo concetto significa lavorare con i paraocchi, allo stesso modo di chi ancora oggi struttura una strategia di marketing senza tenere conto dell&#8217;esistenza e delle caratteristiche del Social Web.</p>
<p>Progettare la socialità di un brand significa dunque integrare funzionalità social all&#8217;interno di tutte le situazioni di contatto tra marca e persona.</p>
<p>Vediamo ora come si possa utilizzare Facebook al di fuori dallo schermo.</p>
<p>Tra i più noti utilizzi di Facebook offline vi è sicuramente il caso <a href="http://www.youngdigitallab.com/case-history/rfid-e-facebook-marketing-il-coca-cola-village/" target="_blank">Coca Cola Village</a>, in cui grazie a dei braccialetti dotati di RFID le persone potevano likare alcuni oggetti  passando il braccialetto sotto un lettore e taggarsi nelle foto semplicemente toccando la macchina fotografica con il braccialetto. Questo ha generato un notevole buzz sull&#8217;evento e un maggiore engagement all&#8217;interno dello stesso.</p>
<p>Ancora, un altro caso di cui si è molto parlato è la <strong>Facebook Cam di Diesel</strong>, che consentiva di fotografarsi e postare le foto direttamente su Facebook tramite un totem apposto vicino al camerino, dotato di camera integrata e connessione a Internet.</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=_P-zA90yI64">http://www.youtube.com/watch?v=_P-zA90yI64</a></p>
</p>
<p>Ma come è possibile che un utilizzo così semplice quanto efficace di Facebook offline come quello di Diesel si attesti ancora oggi come sperimentazione e avanguardia, piuttosto che diventare una componente standard presente nei negozi, proprio come i camerini, i manichini e le casse?</p>
<p>Chiaramente, quella di Diesel è una delle possibili soluzioni: ancora più efficace potrebbe essere un totem che pubblicasse le foto all&#8217;interno della pagina Facebook, permettendo alle persone di taggarsi al suo interno, e rendendo così la foto pubblicata in bacheca ad un clic dalla possibilità di diventare fan per i propri contatti.</p>
<p>Ancora, perché non abbinare le tessere fedeltà di alcuni negozi a delle applicazioni Facebook, che consentano di pubblicare in bacheca automaticamente l&#8217;acquisto di alcuni oggetti in cambio di un maggior numero di punti?</p>
<p>Un ultimo esempio interessante quanto semplice di utilizzo di Facebook offline è quello di <strong>Nike</strong> che attraverso un QR code esposto in vetrina rende automaticamente fan le persone che lo fotografano.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2185" title="Facebook Like QR code" src="http://www.youngdigitallab.com/wp-content/uploads/Schermata-2010-12-20-a-21.49.47.png" alt="Facebook Like QR code" width="533" height="456" /></p>
<p>Ma aldilà di questi casi specifici, e senza avere accennato a <a href="http://www.youngdigitallab.com/location-based-services/facebook-places-quali-possibilita-per-le-aziende/" target="_blank">Facebook Places</a> e <a href="http://wearesocial.it/blog/2010/11/facebook-lancia-deals-foursquare-sta-guardare/" target="_blank">Facebook Deals</a> che consentono diversi utilizzi di Facebook offline, credo sia importante trarre due conclusioni da questo discorso.</p>
<p>La prima è che ogni componente del brand, dal prodotto stesso al packaging, dal punto vendita alla comunicazione tradizionale, debba essere profondamente integrata (e subordinata) alla strategia di Social Media Marketing, per creare una relazione di lungo periodo.</p>
<p>La seconda è che il Social Media Specialist debba oggi sempre più cercare di entrare nelle decisioni che riguardano il brand a 360 gradi, e non limitarsi alla gestione dell&#8217;online marketing. Imparare a comprendere le potenzialità tecnologiche della convergenza tra online e offline, anche aldilà del singolo Facebook, è oggi una skill fondamentale di chi si vuole occupare di Social Media Marketing.</p>
<p>Michele Polico</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.youngdigitallab.com/facebook/utilizzare-facebook-fuori-da-internet/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Utilizzare Facebook fuori da Facebook</title>
		<link>http://www.youngdigitallab.com/facebook/utilizzare-facebook-fuori-da-facebook/</link>
		<comments>http://www.youngdigitallab.com/facebook/utilizzare-facebook-fuori-da-facebook/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 10:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Polico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[facebook marketing]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[sharing]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[social plugin]]></category>
		<category><![CDATA[viral marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.youngdigitallab.com/?p=2158</guid>
		<description><![CDATA[Quanto Facebook sia ormai uscito dai propri confini per entrare ovunque su Internet è cosa nota. Questo grafico mostra la diffusione dei Social Plugin nei primi 3 mesi di vita: in seguito ha continuato a crescere esponenzialmente, e nei soli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2170" title="Facebook Like Button" src="http://www.youngdigitallab.com/wp-content/uploads/Schermata-2010-12-20-a-16.36.13.png" alt="Facebook Like Button" width="534" height="340" /></p>
<p style="text-align: left;">Quanto Facebook sia ormai uscito dai propri confini per entrare ovunque su Internet è cosa nota. Questo grafico mostra la diffusione dei Social Plugin nei primi 3 mesi di vita: in seguito ha continuato a crescere esponenzialmente, e nei soli primi sei mesi dal loro lancio oltre 2 milioni di siti Web hanno integrato tra le proprie pagine il Like Button, cui ormai tutti siamo abituati e che pare essere velocemente diventata una commodity e una componente indispensabile quanto scontata di qualsiasi Website.</p>
<p>Ma se questo ci dà un&#8217;idea quantitativa del numero di siti Internet che integrano funzionalità Facebook-based, dal punto di vista delle potenzialità di Facebook di venire integrato al suo esterno ci dice poco.<span id="more-2158"></span></p>
<p>Innanzitutto, <a href="http://developers.facebook.com/plugins" target="_blank">i Social Plugin sono otto</a> e il Like Button è solo uno di questi. Oltre ad esso ci sono, per esempio, il Login Button che consente di loggarsi ad un sito Web come ad esempio un forum o una community tramite il proprio account Facebook, Facepile che mostra le foto delle persone che hanno likato una url specifica, e Live Stream che associato a un evento in tempo reale permette alla community di interagire, scambiare commenti e condividere attività in maniera istantanea.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2174" title="Social Plugin Facepile" src="http://www.youngdigitallab.com/wp-content/uploads/Schermata-2010-12-20-a-16.50.05.png" alt="Social Plugin Facepile" width="575" height="108" /></p>
<p>Ma quali sono le reali potenzialità di questi strumenti offerti da Facebook, e come Facebook può venire integrato nelle pagine dei siti Web aldilà dei Social Plugin? E&#8217; sufficiente inserire un like button per avere ottimizzato la shareability di un sito Web?</p>
<p>Facebook può venire integrato per esempio in un e-commerce, per mostrare soltanto i prodotti piaciuti agli amici di chi lo sta visitando (come nel <a href="http://www.youtube.com/watch?v=BmnxKP56msU" target="_blank">celebre caso di Levi&#8217;s</a>, già ricordato di recente) oppure per organizzare la classifica di un concorso ordinandola per numero di like come nel recente contest di Libero Mobile Awards. Ancora, può venire utilizzato per mostrare contenuti speciali solo a chi ha premuto il tasto like in una specifica pagina.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2173" title="Like Button per fare una classifica" src="http://www.youngdigitallab.com/wp-content/uploads/Schermata-2010-12-20-a-16.58.44.png" alt="Like Button per fare una classifica" width="316" height="508" /></p>
<p>Un altro esempio: va bene utilizzare il Login Button per permettere il login tramite Facebook, ma ci sono soluzioni più interessanti come il neo arrivato <a href="http://developers.facebook.com/docs/user_registration" target="_blank">Registration Tool</a>, una form di registrazione che elimina la separazione tra il login classico e quello basato su Facebook, e che mostra una serie di campi precompilati grazie alle API di Facebook.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2175" title="Facebook Registration Tool" src="http://www.youngdigitallab.com/wp-content/uploads/Schermata-2010-12-20-a-17.05.39.png" alt="Facebook Registration Tool" width="487" height="233" /></p>
<p style="text-align: left;">Ma ancora: il Social Plugin Comments consente di lasciare dei commenti in un sito Web e condividerli contemporaneamente in bacheca: è possibile invece anche inserire i commenti direttamente nella fan page dell&#8217;azienda, come fatto in occasione di questo <a href="http://www.desparworldcup.it/" target="_blank">concorso</a>, in cui i commenti alle singole sfide andavano automaticamente nella fan page.</p>
<p style="text-align: left;">Spesso si ha l&#8217;esigenza di &#8220;viralizzare&#8221; un contenuto, e si inserisce il Like Button nella speranza che le persone, dopo aver apprezzato il contenuto, lo veicolino cliccando il tasto Mi Piace. Perché invece non invertire il processo, obbligando l&#8217;utente che vuole fruire di un contenuto di interesse a condividerlo prima nella propria bacheca? (<a href="http://www.bigthink.it/contenuti-riservati-share-facebook/" target="_blank">ecco come fare</a>).</p>
<p>Chiaramente, come ottimizzare la presenza di funzionalità social all&#8217;interno di un sito Web è una scelta meramente strategica che risponde agli specifici obiettivi di marketing, ma a volte anche capire alcune possibilità lato tecnico può essere molto stimolante.</p>
<p>La settimana prossima pubblicheremo la seconda parte.</p>
<p>Michele Polico</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.youngdigitallab.com/facebook/utilizzare-facebook-fuori-da-facebook/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Like Button e le pagine fan&#8230;tasma</title>
		<link>http://www.youngdigitallab.com/facebook/facebook-like-button-e-le-pagine-fan-tasma/</link>
		<comments>http://www.youngdigitallab.com/facebook/facebook-like-button-e-le-pagine-fan-tasma/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 09:04:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Polico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[facebook marketing]]></category>
		<category><![CDATA[pagine fan]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.youngdigitallab.com/?p=1736</guid>
		<description><![CDATA[Tutti sappiamo quanto il Like Button di Facebook sia ormai un elemento essenziale di un sito Internet, per una strategia di social media communication integrata che sia non solo al passo con i tempi ma anche in grado di sfruttare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti sappiamo quanto il Like Button di Facebook sia ormai un elemento essenziale di un sito Internet, per una strategia di social media communication integrata che sia non solo al passo con i tempi ma anche in grado di sfruttare a proprio vantaggio le potenzialità del Social Web.</p>
<p>In appena 6 mesi dal lancio sono infatti oltre 2 milioni i siti ad avere integrato il Like Button, e in molti hanno riportato una amplificazione della visibilità dei propri contenuti, a condizione che questi siano degni di essere likati dalle persone che visitano il sito.</p>
<p>In sostanza grazie al Like Button di Facebook sono le stesse persone, visitando il vostro sito, a condividerlo con i propri contatti Facebook semplicemente cliccando il tasto Like.<span id="more-1736"></span></p>
<p>Ma c&#8217;è un aspetto del Like Button di cui si parla poco e che in pochi conoscono, che permette di sfruttare questo piccolo oggetto di Facebook anche per mantenere una relazione con le persone che hanno espresso un apprezzamento per una qualunque delle proprie pagine Web, e di veicolare loro contenuti come si fa con i fan della propria pagina fan.</p>
<p>Si tratta delle pagine fantasma, nome inventato dall&#8217;amico e collega <a href="http://www.bigthink.it/" target="_blank">Daniele Ghidoli</a>, che bene spiega il loro funzionamento in questo video.</p>
<p style="text-align: center;">
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=tN1-tFEkcHg">http://www.youtube.com/watch?v=tN1-tFEkcHg</a></p>
</p>
<p style="text-align: left;">In sostanza, una volta integrato nel modo corretto il Like Button, avremo a nostra disposizione tante pagine fantasma quante sono le pagine del nostro sito ad avere il pulsante Like, ciascuna delle quale raccoglierà tra i fan le persone che vi hanno cliccato.</p>
<p style="text-align: left;">Ma come ottenere le pagine fantasma sul proprio Like Button?</p>
<p style="text-align: left;">Come spiegato in questo <a href="http://www.bigthink.it/like-button-admin/" target="_blank">post</a>, bisogna inserire due metatag speciali, il meta property che indica l&#8217;ID Facebook del proprietario del sito, e l&#8217;og:type che indica il tipo di pagina in questione.</p>
<p style="text-align: left;">Grazie a questi accorgimenti tecnici avrete a disposizione una pagina fantasma per ogni pagina in cui avete inserito il bottone, nella quale potrete vedere la lista dei likers e comunicare con loro tramite newsfeed.</p>
<p style="text-align: left;">I likers non potranno accedere in alcun modo a queste pagine Facebook invisibili, ma voi potrete dunque pubblicare contenuti e notizie nei loro newsfeed, esattamente come si fa con le pagine fan.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-1744 aligncenter" title="pagina facebook fantasma" src="http://www.youngdigitallab.com/wp-content/uploads/Immagine-15.png" alt="pagina facebook fantasma" width="587" height="320" /></p>
<p style="text-align: left;">E&#8217; semplice capire le potenzialità di questa feature del Like Button, che permette di amplificare la fan base cui il brand si rivolge.</p>
<p style="text-align: left;">Attraverso questo strumento potrete insomma inviare notizie e approfondimenti legati a un articolo alle persone cui quell&#8217;articolo è piaciuto, o ancora promuovere nuovi prodotti a persone cui sono piaciuti i prodotti vecchi. Potrete targetizzare la vostra comunicazione su Facebook in maniera più accurata o semplicemente aumentare il numero di persone cui comunicare via newsfeed.</p>
<p style="text-align: left;">E voi, avete provato a comunicare tramite le pagine fantasma?</p>
<p style="text-align: left;">Michele Polico</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.youngdigitallab.com/facebook/facebook-like-button-e-le-pagine-fan-tasma/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le tab di una pagina Facebook: quante e quali inserire</title>
		<link>http://www.youngdigitallab.com/facebook/le-tab-di-una-pagina-facebook-quante-e-quali-inserire/</link>
		<comments>http://www.youngdigitallab.com/facebook/le-tab-di-una-pagina-facebook-quante-e-quali-inserire/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 09:24:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Polico</dc:creator>
				<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[brand identity]]></category>
		<category><![CDATA[facebook marketing]]></category>
		<category><![CDATA[fbml]]></category>
		<category><![CDATA[landing page facebook]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>
		<category><![CDATA[web identity]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.youngdigitallab.com/?p=1087</guid>
		<description><![CDATA[Definire le tab di una pagina Facebook è una operazione delicata da svolgere dopo la prima analisi strategica: bisogna evitare che la pagina si presenti destrutturata ma anche una eccessiva quantità di tab e box che su Facebook possono annoiare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Definire le tab di una pagina Facebook è una operazione delicata da svolgere dopo la prima analisi strategica: bisogna evitare che la pagina si presenti destrutturata ma anche una eccessiva quantità di tab e box che su Facebook possono annoiare e confondere l’utente.</p>
<p>Personalmente adotto la “regola del sei”, come numero massimo di schede da inserire in una pagina Facebook: oltre questo limite ritengo che vi sia un po’ troppa confusione, e cerco che i box laterali siano non più di tre o quattro.</p>
<p>Chiaramente, la Bacheca e le Info sono schede obbligate, mentre per tutto il resto si tratta di una scelta: le Foto sono una scheda fondamentale in quanto la loro consultazione è una delle attività primarie delle persone su Facebook: chiaramente lasciare la tab con pochissime foto è inutile e dannoso, e bisogna quindi operare una scelta in base alla previsione di quante foto si potranno nel tempo inserire.<span id="more-1087"></span></p>
<p>Altra tab da considerare è quella dei video: se il brand ne produce diversi è fondamentale che vi sia una tab apposita. Inoltre bisogna considerare l’imporatanza di una tab editoriale, costruita magari con le note oppure con applicazioni che richiamino i contenuti di un blog esterno, utile a quelle persone interessate ai contenuti!</p>
<p>Ancora, la <a href="http://www.youngdigitallab.com/facebook/il-futuro-delle-pagine-facebook-i-cms/" target="_blank">landing page</a> può essere una tab fondamentale: se si è un brand poco conosciuto è importante inserirla per attrarre le persone e declinare il brand, far comprendere immediatamente di cosa si tratta. Per brand più conosciuti, può servire invece a promuovere dei contenuti di interesse, delle nuove promozioni o informazioni di interesse strategico.</p>
<p>Si può poi decidere di creare ulteriori tab in fbml, oppure tab per applicazioni create ad hoc, tab per raccogliere iscrizioni a una newsletter, mostrare presentazioni e per molto altro si ritenga utile in fase di analisi strategica, e diventa dunque indispensabile operare una selezione: quali sono i contenuti che vogliamo che i futuri fan visualizzino sulla pagina? e a quali contenuti possiamo rinunciare?</p>
<p>In alternativa alle sei tab, è molto interessante la soluzione di presentare la pagina a 3 tab: eliminare le foto, le note e tutto il resto, lasciando solo una landing page. Oltretutto, considerando le possibilità offerte da <a href="http://www.facebook.com/TabSiteFanPage" target="_blank">TabSite</a> di inserire una tab con diverse sottotab, questa soluzione diventa davvero interessante!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1088" title="tabsite" src="http://www.youngdigitallab.com/wp-content/uploads/Immagine-14.png" alt="" width="480" height="315" /></p>
<p>Michele Polico</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.youngdigitallab.com/facebook/le-tab-di-una-pagina-facebook-quante-e-quali-inserire/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

