I nuovi gruppi Facebook: caratteristiche e potenzialità



nuovi gruppi facebook

A metà febbraio i gruppi Facebook hanno cambiato volto. Cosa significherà?

Partiamo da quello che è successo: invece del semplice titolo ad inizio pagina ed all’apertura del gruppo, ci siamo ritrovati con un mosaico di visi e foto. Passata l’iniziale sorpresa è stato subito chiaro che si trattava degli avatar di chi aveva effettuato gli ultimi interventi (commenti o post).

facebook groups

A quel punto, però, abbiamo cominciato a interrogarci sul perché di questo mutamento, e sulle potenzialità future dei gruppi Facebook.

Il primo grande cambiamento ai gruppi c’era stato circa un anno e mezzo fa: a ottobre 2010, infatti, i gruppi hanno assunto la forma che conoscevamo fino ai giorni scorsi, valorizzando maggiormente le interazioni ed ottimizzando notifiche e livelli di privacy.

La scelta sembra essere stata premiante: i gruppi sono aumentati ed anche la loro rilevanza all’interno della piattaforma.

Vale la pena ricordare che negli anni scorsi, in realtà, i gruppi avevano avuto notevole importanza, soprattutto alle “origini di Facebook”, quando caratteristiche e strumenti a supporto delle brand pages non erano ancora così sviluppati.

Adesso è arrivato il nuovo layout gruppi: in primo piano la componente di interazione e partecipazione con i volti (cliccabili peraltro) degli ultimi utenti attivi e le caratteristiche numeriche del gruppi (membri, documenti condivisi, eventi, etc), oltre alla sua descrizione.

new facebook groups

E per chi si è subito preoccupato della “perdita di identità” dei gruppi, è stato possibile inserire come unica immagine di header quella identificante il gruppo stesso scelta dagli amministratori (su AllFacebook trovate anche degli interessanti suggerimenti in merito).

Non vi ricorda nulla? A me a primo acchito è sembrato un modo per armonizzare l’estetica dei gruppi alle nuove Timeline: l’header ricorda, infatti, le immagini di copertina impostate dagli utenti (ed eviterebbe l’anacronismo estetico verificatosi fino all’autunno 2010 con i gruppi che avevano ancora il “vecchio stile”ed i profili che, invece, erano già stati rinnovati).

Le potenzialità maggiori emergono però secondo me nella comparazione con le fan page.

Resto convinta, infatti, che il cambio dell’header rientri anche nella ricerca e nell’osservazione di come si comporteranno gli utenti per gestirlo, una sorta di prova generale per l’impostazione dell’immagine di copertina delle future brand pages.

Inoltre i gruppi hanno avuto sempre un orientamento all’engagement ben più forte delle brand pages: per loro stessa definizione i gruppi sono engagement oriented, sebbene poi il loro decollo come strumenti di comunicazione da parte delle aziende non sia mai andato a buon fine.

Le motivazioni sono ovvie: non è possibile fare advertising, non fungono da “vetrina” dei brand, non implementano funzioni come l’inserimento delle tab, solo per citare alcune caratteristiche.

Allora perché un brand dovrebbe usare i gruppi?

A parte il fatto che non è vietato (a differenza di quanto previsto per i profili personali eventualmente usati da marchi e aziende), credo fortemente che un brand che parli di sé con sé sia piuttosto triste. L’advertising ed il suo impiego per far crescere gli utenti (ed aumentare i valori del “talking about”, fortemente influenzati dall’acquisizione di fan) conducono spesso a pagine con un’ampia fanbase ed un bassissimo tasso di engagement. Per me l’equazione del fallimento, in un ambiente che è “social”.

Un tempo c’era la sezione “discussioni” a fungere da luogo di aggregazione e contatto discorsivo tra brand e fan. Nell’autunno 2011 è stata rimossa, e adesso non posso fare a meno di pensare che la direzione verso cui si stia muovendo Facebook vada verso il “dialogo” tra brand pages e gruppi: immaginate cosa accadrebbe se le fan page potessero embeddare i gruppi al loro interno o linkarli i qualche modo (ad esempio riportando in bacheca discussioni utili)?

Non solo, ma la diffusione di Open Graph ed il suo eventuale ampliamento ai gruppi significherebbero l’estensione di quelle potenzialità di mappatura dei comportamenti e profilazione degli utenti offerti dal nuovo protocollo.

Niente male per i brand che volessero puntare più fortemente sull’engagament e meno sulla semplice “raccolta” di fan.

facebook marketing conference

Vedremo se alla Facebook Marketing Conference saranno annunciate altre novità (in primis le tanto attese nuove brand pages con Timeline) e se le nostre ipotesi avranno o meno conferma.

Emanuela Zaccone



Commenti

(12)
  1. Ho visto solo ora x caso la risposta, deve essermi sfuggita la notifica.

    Io la penso come te, i gruppi diventeranno una piazza dove discutere e la brand page potrà integrarli. Magari seguendo lo stile con cui integra no le applicazioni esterne nel contesto Facebook. Sulla pagina si racconterà la storia dell'azienda e le novità mentre nel gruppo si farà assistenza clienti diretta. Forse vogliono fare concorrenza a Twitter, sotto questo punto di vista loro sono più avanti.

    Più passa il tempo e più Facebook occuperà spazio nelle nostre vite, grande potenziale per chi con Facebook lavora grande tristezza per la perdità dei contatti diretti.

    Una curiosità, perchè non permettete l'autenticazione tramite FB quando si posta un commento?

  2. Grazie per l'esauriente articolo Emanuela!
    Io sono amministratore del gruppo https://www.facebook.com/groups/patmetheny.ita
    Nella vecchia versione c'era la possibilità di inserire nuovi amministratori, e ora?
    Io per esempio ora ho la necessità di staccare un po', per motivi familiari, e vorrei delegare tre persone fidatissime, come posso fare per dare loro più "potere" e renderle quindi "admin"?
    Grazie mille!
    Rick

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  6. domanda:
    secondo voi c'è un modo "corretto" per una azienda di impostare discussioni sui propri prodotti/servizi ?

    cioe' … una piccola azienda dovrebbe perdere ore lavorative su un social network ?

    perche' il discorso e' tutto li' … estetica a parte se i click non si convertono in vendite io perdo ore pagate nel nulla.

    • Ciao Mirco. Tutto sta in relazione al prodotto che si vende, al target, e soprattutto agli obiettivi. I casi di piccole aziende che hanno ottenuto buoni (e concreti) risultati sui social network sono molti, ma credo che la tua domanda sia un po' troppo generica per poter dare una risposta puntuale!

      Nel senso che non esiste un modo "corretto" che vada bene a tutti, ma sia davvero utile valutare caso per caso, e strategia per strategia. Detto ciò, non è nemmeno vero che per forza ogni azienda debba essere su Facebook.

  7. Grazie Emanuela, ottima guida.

    Un consiglio…
    Ho un gruppo aperto ed ho creato un evento nel gruppo.
    I membri del gruppo non riescono ad invitare i loro amici all’evento, come posso fare?

    Grazie aticipate per la risposta.

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