La popolarità dei social network e, più in generale, dei social media ormai non si può più mettere in discussione, nemmeno in Italia dove il fenomeno Facebook in un poco più di una anno ha ridotto il gap precedente con gli altri paesi.
C’è però già un mondo nuovo che avanza e integra quanto già siamo abituati a vivere tutti i giorni sul computer: è il mobile web, sempre più trainato nel suo sviluppo dai social media.
Si sta infatti affermando con forza il successo di questi ultimi siti in versione mobile: secondo le stime di una ricerca di Informa per Buongiorno in Europa si passerà dai 26,7 milioni di utilizzatori del 2008 a circa 134 milioni di utenti nel 2012.
In altri termini, considerando il numero di coloro che possiedono un cellulare, uno su cinque utilizzerà sul device un social media.
Un’altra ricerca di ComScore parla di una crescita nel 2008 del 152% medio in Europa occidentale, con un tasso di penetrazione sugli utenti complessivi di telefonia del 5,4%.
Perché tanto successo?
Il mobile web sicuramente ha dei vantaggi, enfatizzati nel caso dei siti 2.0:
1) Disponibilità (in qualsiasi posto e in qualsiasi momento)
2) Posizione specifica (mi trovo in un luogo sempre diverso e localizzabile da me e dai miei amici)
3) Consente di impegnarsi in attività interstiziali (si usa in momenti in cui non penseresti mai di aprire il computer).
I social network infine sono un modo di sviluppare e governare relazioni e rappresentano un’estensione della nostra personalità, proprio come i cellulari.
Ecco dunque perché questo tipo di siti sono ideali per il mobile web: esprimono noi stessi e ci consentono di mantenere relazioni ovunque noi siamo, anche nei ritagli di tempo.
Certo in questa evoluzione ci sono ancora degli ostacoli, come i pericoli per la privacy legati alla localizzazione del device, le piattaforme proprietarie e le tariffe di navigazione alte, tuttavia i social network sembrano sicuramente destinati ad alimentare la diffusione della navigazione in mobilità.
Si tratta dunque di una naturale estensione multicanale del marketing dell’ascolto che le aziende più illuminate devono iniziare a considerare fin da subito.
Gianluigi Zarantonello

4 marzo 2010
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