Google entra nella competizione legata ai social network nel 2004, appena un anno dopo la creazione di Myspace e ben un mese prima del lancio di Facebook, con Orkut, un social network sviluppato internamente dopo il fallimento della tentata acquisizione di Friendster da parte di Google per 30 miliardi di dollari.
Sebbene Orkut abbia avuto inizialmente un buon successo, soprattutto in USA anche grazie al meccanismo di iscrizione iniziale basato su invito per il quale su Orkut chi era iscritto poteva invitare i propri amici, e chi non conosceva nessuno doveva aspettare che qualche amico venisse invitato – meccanismo simile a quello di molti altri servizi di successo di Google come ad esempio Gmail – presto la situazione di successo del social network cambiò.
A contribuire all’iniziale successo del primo social network made in Google sono state ovviamente, oltre al meccanismo ad invito, anche alcune caratteristiche distintive di Orkut, tra cui la possibilità di creare temi personalizzati e quella di creare dei veri e propri gruppi, o “community”, per certi versi simili a quelle creabili con Ning, nota piattaforma che consente di creare verie e proprie community, lanciata nel 2005 e che proprio in questi giorni sta abbandonando la versione gratuita per diventare un servizio a pagamento.
In ogni caso, dopo un primo periodo di grande successo di Orkut, gli americani iniziarono ad abbandonare il servizio per passare ad altri social network come Myspace e Friendster, e con loro il mondo intero non vide mai il successo del servizio made in Google, che si rivelò un insuccesso ovunque con l’eccezione di Brasile e India dove tuttora è il social network numero uno.

Mappa sui social network fornita da Vincenzo Cosenza
Prima di lanciarsi nel 2006 nel settore dei video e delle foto con la creazione di Picasa Web Albums – social network dedicato alla condivisione di foto – e con l’acquisto di Youtube, già nel 2005 Google si avvicinò al mondo dei location based services di cui oggi si fa un gran parlare (grazie al netto miglioramento dei mobile devices, all’abbassamento dei costi delle connessioni da cellulare e all’enorme successo di servizi come Gowalla e Foursquare, per non citare il recentissimo lancio di Facebook Places, attualmente disponibile solo in America).
Nel 2005 – appunto – Google si avvicinò al mondo dei location based services con l’acquisto di Dodgeball, un servizio mobile creato già nel 2000 dagli studenti universitari Dennis Crowley e Alex Rainertin, il primo dei quali ha successivamente dato vita proprio a Foursquare, nel 2009, dopo aver dichiarato Dodgeball un servizio “frustrante”.
In Dodgeball, lanciato quando ancora non tutti i cellulari erano dotati del gps, l’utente comunicava la propria posizione con un vero e proprio messaggio di testo, rendendola così disponibile ad amici e altre persone nelle vicinanze.
Dodgeball restò attivo così fino al 2009 quando Google lanciò il molto chiacchierato ma da molti presto abbandonato Google Latitude, un servizio simile ma di minor successo dei già citati Gowalla e Foursquare che consente di mappare la posizione dell’utente tramite Google Maps.
La creazione di Picasa Web Albums, servizio online per la condivisione di fotografie e immagini paragonabile al più conosciuto Flickr di Yahoo, e l’acquisto di YouTube avvenuti nel 2006, segnano l’entrata di Google nel settore dei social network dedicati alla condivisione di foto e video, e soprattutto la scelta di YouTube si rivelò particolarmente fortunata: nonostante la vasta concorrenza e le difficoltà nel trovare un modello di business sostenibile per un servizio dal mantenimento costoso come quello di YouTube, su cui si vocifera che tuttora oggi siano molto maggiori i costi rispetto ai profitti, esso è attualmente considerato il terzo sito più visitato al mondo, dopo lo stesso Google e Facebook in seconda posizione.
Il 2007 è invece l’anno dell’avvicinamento di Google al microblogging, con le acquisizioni del poco conosciuto Zingku che pare tuttora essere in beta privata, e del più conosciuto Jaiku, lanciato più o meno in contemporanea con Twitter – nel 2006 – e acquisito da Google poco più di un anno dopo per poi essere “liberata” nel 2009 con il rilascio del codice sorgente sotto licenza open source, e sostanzialmente smettendo di investire nella sua crescita appena un mese prima che uscissero diverse voci – apparentemente prive di un forte fondamento – sul tentativo di acquisizione di Twitter da parte di Google, acquisizione tentata e non riuscita anche da parte di Facebook, nel 2008.
Ma il 2007 è un anno molto importante per Google sul fronte del Social Web: da un primo accordo con Myspace per l’esposizione della pubblicità di Google all’interno del social network, nasce una più importante partnership che porta allo sviluppo e al rilascio, nel novembre del 2007, di Open Social, un rivoluzionario set di API per lo sviluppo di applicazioni di social networking basate su Web e interoperabili con qualsiasi rete sociale che li supporta, inclusi social network come Hi5, MySpace, orkut, Netlog, Sonico, Friendster, Ning, Yahoo!, Bebo, imeem, Plaxo, LinkedIn, Viadeo, Oracle, XING e molti altri ancora.
Su OpenSocial è basato anche Google Friend Connect, una sorta di social application con forti componenti di social networking creata da Google nel 2008 con lo scopo di permettere agli utenti di connettersi con i propri contatti dei social network anche in altri siti internet: un servizio comparabile per alcuni versi al più di successo Facebook Connect.
Sempre verso la fine del 2008 Google lancia una interessantissima applicazione di Social Search chiamata SearchWiki, che consentiva di modificare le SERP a proprio piacere – per quanto riguarda la visualizzazione delle stesse all’interno del proprio account Google, e di inserire sempre nelle SERP dei commenti pubblici sotto ai risultati che sarebbero stati visibili da tutti. Si parlò all’epoca di rivoluzione epocale per la search, per la SEO e per il Web e il Web marketing in generale, fino a quando inaspettatamente lo scorso marzo la funzionalità è stata sostituita con una più semplice e basilare stellina cliccabile a fianco dei risultati delle ricerche.
Ancora, il 2009 doveva essere l’anno dell’ingresso trionfale di Google nel regno dei social network: oltre al lancio di Google Latitude infatti viene annunciato, raccontato, spiegato e fatto sognare al mondo del Web un nuovo strumento a metà tra social network, collaboration tool, sistema di mailing e real-time wiki. Dopo un primo lancio dedicato solo agli sviluppatori, Google Wave viene lanciato attraverso lo stesso sistema di Orkut, ovvero l’ingresso a invito – che ha contribuito a farne parlare in Rete ma forse anche al fallimento dello strumento, non bene compreso dalla maggior parte delle persone e il cui sviluppo è stato interrotto il 4 Agosto 2010, attraverso un annuncio nel blog di Google. Inutile pare finora la nascita di un movimento per salvare Google Wave.
L’ennesimo insuccesso di Google sul fronte social è avvenuto nel 2010 con Google Buzz, un social network integrato con Gmail ma praticamente identico a FriendFeed, interessantissimo aggregatore personale real time lanciato nel 2007 e di proprietà di Facebook dall’Agosto del 2009.
Google Buzz, dopo una iniziale curiosità, è stato abbandonato dalla maggior parte delgi utilizzatori iniziali.
Interessante invece – sempre nel 2010 – l’interesse e l’acquisto di Aardvark, uno strumento creato nel 2007 che utilizza le reti sociali allargate delle persone per aiutarli a trovare degli esperti, appartenenti a queste reti, su temi nei quali la persona sta cercando delle informazioni. Uno strumento da alcuni paragonato a Yahoo! Answers, che prenderebbe il posto del vecchio Google Answers, lanciato nel 2002 e chiuso a fine 2006.
Fino a qui è insomma una storia di fallimenti quella di Google sul fronte del social networking, al contrario di tanti successi in altri terreni come quelli del search, del mailing, del blogging, delle inserzioni pubblicitarie e via dicendo.
Ma cosa ne sarà invece di Google Me, il nuovo social network made in Google, attualmente in fase di sviluppo?
Ne parleremo nel prossimo post: studi e intuizioni di Google sul social networking!
Michele Polico

26 agosto 2010
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