Intervista a Mauro Rubin di JoinPad: augmented reality tra presente e futuro



joinpad

 

Il termine ‘augmented reality’ è stato coniato nei primi anni ’90 da un ingegnere della Boeing. Già all’epoca si iniziavano ad integrare elementi della cosiddetta ‘realtà virtuale’ con oggetti ed azioni esistenti nel mondo reale.

Nata come supporto per il montaggio e manutenzione di aeromobili, dunque, la tecnologia dell’augmented reality oggi è estesa a moltissimi settori. Oggi l’AR viene definita così: “Augmenting the real world environment with virtual information by improving people’s senses and skills.”

Ed è arrivata da qualche anno anche al mondo del marketing, dalla promozione al customer care. Fino a fondersi con il mondo del gaming: nel 2010 Adidas inserì un AR code in un modello di scarpe, rendendo il prodotto stesso parte integrante di un piccolo video game.

Oggi esiste perfino un’applicazione – scaricata già 3 milioni di volte su dispositivi iOS e Android – che consente di applicare elementi in AR predefiniti sulla realtà che ci circonda. Questa app si chiama Aurasma.

Dopo questa premessa, veniamo al dunque: abbiamo deciso di intervistare Mauro Rubin, fondatore e CEO di JoinPad.

mauro rubin

JoinPad è un’augmented reality farm Made in Italy, per la precisione a Milano, attiva in numerosi progetti che vanno dalla geolocalizzazione allo sviluppo di animazioni in 3D, passando per le applicazioni mobile. Andiamo dunque a conoscere il punto di vista di chi sa davvero di cosa stiamo parlando!

– Ciao Mauro. Come e quando nasce JoinPad?

Ciao ragazzi! JoinPad nasce più di un anno fa, dal punto di vista “burocratico”, ma nella mia testa esisteva già da un po’, anche se non aveva ancora preso forma. Mi rivedo con Andrea Gonteri – un mio vecchio amico conosciuto in tempi “non sospetti” durante l’esperienza Accenture – con il quale mi ero perso di vista. Davanti ad una birra iniziamo a parlare e… diciamo che il tutto inizia a prendere forma. Andrea è co-founder e CTO di JoinPad.

– Perché avete deciso di puntare sull’augmented reality?

Inizialmente come spesso accade in fase di statup, l’idea era completamente differente. Il nostro obiettivo era quello di creare un sistema per coordinare in tempo reale migliaia di persone (accadeva prima della “Primavera Araba”). Cercando tra le tipologie di interfaccia più intuitive ci imbattiamo nell’augmented reality, ed è scoppiato l’amore!

– In che modo questa tecnologia può portare visibilità ai brand? 

Questa tecnologia è molto conosciuta nel settore dell’advertising, in passato abbiamo lavorato per progetti con MTV e Warner Bros. È una tecnologia che si presta molto all’effetto “wow”. Ma se devo essere onesto non credo nell’applicazione di questa tecnologia sull’adv: in JoinPad preferiamo puntare oltre! :)

MTV

– So che puntate sempre più all’integrazione con i social media: in che modo il rapido sviluppo delle piattaforme sociali ha influito nella crescita del mercato dell’AR?

I social si prestano all’integrazione su differenti tecnologie e contesti, proprio perché è nell’animo umano continuare a collaborare e comunicare in continuazione. L’AR offre semplicemente un modo rapido per interagire con un sistema, ma è solamente un vettore: il vero “protagonista” è quello che vogliamo comunicare, il contenuto.

– Parliamo di best practice nel settore comunicazione di prodotto: a mio avviso l’iniziativa My.IKEA (video qui sopra) rimane tra le migliori di sempre; qual è invece secondo te la più bella applicazione in AR?

Se parliamo di marketing e promozione, credo che sia WeAreAutobot:

È stato sviluppato da Metaio per il lancio del film Transformer. Credo che questa e la successiva campagna commissionata a String per il seguito (anche se poco conosciuto in Italia) siano delle buone campagne che utilizzano l’AR. Onestamente credo che si potrebbe fare meglio nel nostro paese, se solo ci fosse più cultura tecnologica nelle agenzie di comunicazione.

– Mi trovi d’accordo! Andiamo avanti: hai detto che l’augmented reality va oltre la comunicazione e l’advertising. Cosa intendi di preciso? 

Io credo fermamente che l’augmented reality debba essere applicata a soluzioni tecniche. Ne è un esempio il nostro progetto Augmented Xp, disponibile ora anche in versione tablet.

augmented xp

Puoi spiegarci in cosa consiste?

Immaginate di avere davanti a voi un oggetto di cui non sapete assolutamente nulla. Poi attivate un’app e osservate lo stesso oggetto attraverso il vostro device, ossia degli HMD Glasses: il software analizzerà l’oggetto e vi spiegherà come smontarlo, rimontarlo e operare in tempo reale. Stiamo parlando di un sistema di conoscenza condivisa in tempo reale! Resta il fatto che tale tecnologia si presta molto anche per scopi di gaming e marketing, come abbiamo detto prima; ma secondo me il vero “boom” dell’augmented reality avverrà nel supporto ed assistenza all’utente. E qualcuno in Google e Apple questo lo sa…

Grazie Mauro, alla prossima!

Guido Ghedin



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