Spesso si sente parlare di social media come di “un insieme di ambienti Web” attraverso i quali le persone possono socializzare, scambiarsi informazioni e tenersi tra loro in contatto.
Di fatto questo concetto è obsoleto: non esiste più “un insieme di ambienti Web” particolari, sociali, con caratteristiche diverse rispetto al “resto di Internet”, in quanto le caratteristiche dei social media hanno permeato Internet e l’hanno modificata completamente, irrimediabilmente, al punto che ha più senso parlare di Social Web, piuttosto che di social media.
Non comprendere quanto la Rete sia oggi interamente sociale e integrata, e quanto le persone possano utilizzare i diversi spazi e strumenti in maniera fluida, significa per l’azienda approcciare il Web marketing in maniera inadatta al tempo attuale.
Quante volte – ad esempio – una conversazione tra persone comincia con uno scambio di messaggi in bacheca per poi finire in chat, e quante volte rispondiamo ad una email con una telefonata? Questo modo di comunicare, che ho riassunto in maniera non scientifica come “regola del 3″ (ovvero che molto spesso dopo 3 messaggi scambiati con lo stesso strumento la conversazione tra individui si esaurisce, a meno che non si cambi il canale), pone in evidenza quanto l’aspetto centrale nella comprensione del Social Web non sia l’analisi di una piattaforma piuttosto che di un’altra, ma di una Rete tecnologica e sociale che in generale abilita un certo tipo di processi di comunicazione tra persone.
Questo significa che la comunicazione aziendale online, al tempo del Social Web, deve liberarsi dai pregiudizi legati al fraintendimento e alla poca conoscenza delle dinamiche Web, smettere di considerare Internet come un aggregato di ambienti verticali e tra loro alternativi e comprendere che:
- tutti gli ambienti Web stanno diventando social, real time e personalizzati, perfino dinosauri come i motori di ricerca e i banner stanno iniziando ad assumere caratteristiche di questo tipo (es. Google Real Time Search, Google Social Search, Facebook Ads…);
- i contenuti vengono distribuiti in Rete indipendentemente dalle loro fonti (solo il 20% delle notizie lette online sono lette nella fonte che le ha generate);
- tutto può essere condiviso e commentato indipendentemente dalla volontà di chi gestisce il sito (si pensi a strumenti come Google SideWiki o allo stesso FriendFeed);
- i siti Web sono sempre più interconessi, integrandosi e replicandosi tra loro: basti pensare ai social plugin di Facebook, ai widget, agli strumenti di sharing, agli rss, alle applicazioni per capire come Internet sia sempre più un ambiente trasversale.
La vera potenza del Social Web è dunque l’essere riuscito a trasformare Internet in qualcosa di diverso da un media: una tecnologia che abilita ogni singola persona a diventare media: le aziende si trovano di fronte ad ambienti governati da regole sociali e media umani spesso ancora inconsapevoli della propria forza aggregata e dunque imprevedibili e difficilmente controllabili, che possono incidere sulla reputazione e l’immaginario di brand e prodotti e dunque sulle economie aziendali.
Questo scenario pone molteplici dubbi e domande su quali siano gli approcci di comunicazione aziendale vincenti e su cosa ci si possa aspettare da una corretta interpretazione di questi nuovi paradigmi.
E sono proprio queste alcune delle premesse e delle domande da cui partiremo la prossima settimana allo YDL di Rimini per parlare di social media communication: il programma del corso prevede infatti di partire con la comprensione del fenomeno tecnologico e socioculturale di Internet per poi affrontare gli aspetti strategici della comunicazione aziendale (l’utilizzo degli strumenti di Web Monitoring, la creazione di una Web Strategy e la pianificazione del lifestreaming aziendale), andando a finire con l’analisi di alcuni dei principali social network e con temi molto attuali come il Mobile Marketing, il Social CRM e le tecnologie di Realtà Aumentata.
Soltanto comprendendo la Rete nella sua totalità si può approcciare alla comunicazione online con successo!
Michele Polico

21 giugno 2010 
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