Libertà e censura: Twitter si sta tagliando le ali?



twitter censorship

Negli ultimi giorni è stato segnalato che Twitter censurerà alcuni tweets con l’obiettivo di affermarsi all’interno di alcuni stati senza libertà di stampa e/o paesi non democratici. Questo nuovo approccio, che Twitter ha reso pubblico nel suo blog ufficiale , prevede che l’azienda possa bloccare i tweets o gli utenti stato per stato.

Quando ho letto questa notizia in internet, la mia reazione è stata molto simile a quella che ebbe di uno dei più celebri blogger egiziani Wael Abbas :

blog censorship

L’annuncio ha suscitato paura e controversie circa la possibile censura di un media che è stato utilizzato finora per promuovere la democrazia, per esprimere punti di vista e organizzare insurrezioni.

La reazione globale è stata immediata: Reporters senza Confini hanno scritto una letter soprannominando la nuova politica “censura a livello locale promossa in collaborazione con le autorità locali e in accordo con la legislature locale, che spesso vìola gli standard internazionali sulla libertà di espressione.”

L’annuncio ha scatenato oltretutto un boicottaggio da parte di molti utenti di Twitter, in data sabato 28 gennaio. Alcuni hashtags come #censuratwitter e #twitterblackout immediatamente sono diventati il trend in molti paesi.

#twitterblackout

Ma la nuova policy avrebbe davvero permesso agli egiziani di organizzare le proteste utilizzando il servizio? Possono davvero questi cambiamenti danneggiare l’utilità di Twitter negli stati autoritari? Twitter è stato l’ala di libertà di espressione all’interno del partito della libertà di parola e la sua politica permissiva sull’utilizzo di pseudonimi ha reso il tutto davvero semplice per molti degli organizzatori delle proteste nel mondo arabo.

Pare che Twitter debba decidere se essere uno strumento di libertà di espressione che può essere usato per sfidare i governi o una normale azienda che obbedisce alla legge dei vari stati con l’obiettivo di fare soldi (crescendo nelle nazioni che praticano la censura, come ad esempio in Cina)

Per rendere possibile la nuova policy, l’azienda di San Francisco ha annunciato la sua alleanza con Chilling Effects (un progetto della fondazione Electronic Freedom, dell’Università di Harvard, Stanford e Berkeley, per citarne alcune).

La pagina chillingeffects.org pubblicherà tutti i richiami che Twitter riceverà dai governi e dalle autorità per rimuovere i messaggi degli utenti.

Ma perchè Twitter, il social network che ha dato man forte alle rivoluzioni arabe, sta adottando questa tattica?

Per rispondere a questa domanda, chiediamoci: può Twitter ignorare la legge dei paesi in cui opera? Io non credo e credo non dipenda nemmeno da Twitter. Gli esperti di internet sanno che Google sta attualmente rimuovendo alcuni risultati di ricerca per ordini dei tribunali. Anche Facebook gestisce le richieste di rimozione di contenuti che sono illegali in alcuni stati, anche se non spiega cosa rimuove e qual è il motivo. Infine, anche YouTube può bloccare contenuti paese per paese. Le Internet companies si attengono alle regole del mondo reale e Twitter non può far eccezione.

Twitter vuole estendere il suo business e i manager pianificano di aprire un ufficio in Germania, così che l’azienda possa imporsi come esempio su restrizioni che bandiranno contenuti a favore del nazismo. Non hanno scelta se vogliono aprire un ufficio internazionale.

A seguito dell’inizio delle polemiche, la fondazione Electronic Frontier (una realtà non profit internazionale votata alla difesa dei diritti sul digitale) affermò che l’annuncio di Twitter sarebbe stata una buona notizia in quanto avrebbe minimizzato la “censura” imposta dalle diverse leggi e norme degli stati.

Ma com’è possible? Twitter non filtrerà i tweet prima che essi vengano pubblicati (non è possibile dato che sono pubblicati circa 250 milioni di tweets al giorno). L’azienda semplicemente tratterrà il contenuto quando sarà necessario a causa di una richiesta legale e tale processo sarà sempre trasparente.

La parte migliore, dal mio punto di vista, è che cancelleranno il messaggio SOLO nei paesi che lo vietano. All’inizio, il blocco dei tweets avrebbe dovuto essere fatto globalmente, il che significava che se un regime autoritario domandava a Twitter  di rimuovere un tweet in un paese, questo avrebbe avuto impatto su tutti gli utenti nel mondo. Ora invece, Twitter può rimuovere quel determinato tweet in quel determinato paese, permettendo però al resto del mondo di leggerlo.

Twitter, come altre aziende che operano on line, è sempre stato obbligato a rimuovere contenuti che fossero stati illegali in un paese o un’altro (ad esempio, Twitter ha ricevuto più di 4 mila richieste di rimuovere link lo scorso anno, relativamente a leggi sul copyright negli Stati Uniti, DMCA). Allora, cosa è cambiato? La tecnologia e la trasparenza.

Per esempio: se qualcuno in Messico postasse un messaggio menzionando qualcosa di punibile con la galera, tale messaggio sarebbe bloccato e reso non disponibile per gli utenti Twitter in quel determinato paese, ma pur sempre ancora disponibile altrove. Oltretutto, gli utenti Twitter in Messico sarebbero avvisati che qualche cosa è stato rimosso. Un riquadro comparirà al suo posto: Tweet trattenuto. Questo tweet da @nomeutente è stato trattenuto in: Messico

tweet withheld

La mia più grande preoccupazione è che Twitter non possa più essere uno strumento pro-democratico e pro-diritti umani in quei paesi governati da regimi dispotici. Twitter è diventato il più diffuso network per monitorare i cittadini. Ed è una piattaforma vitale per i cittadini che vivono in paesi dove il diritto di espressione è spesso bandito e la democrazia è debole, come ad esempio il mio paese, il Messico: pensiamo ad esempio a cosa la gente fa per sopravvivere alle guerre tra narcotrafficanti.

Tuttavia. Ci sono buone notizie. Twitter insiste che il suo sistema è un modo per promuovere la trasparenza a pieno titolo perchè:

  • potrebbe diventare più facile per gli attivisti monitorare quale paese sta censurando i suoi cittadini grazie ai Chilling Effects.
  • se uno Stato domanda a Twitter di rimuovere un tweet offensivo, l’azienda ha due opzioni: conformarsi e bloccare quel singolo Tweet o utente in quel determinato territorio – lasciando comunque la possibilità di vederlo al resto del mondo – oppure rifiutare e prendersi il rischio che quel governo blocchi da solo Twitter per tutti i residenti in quel territorio. La prima opzione sembra essere migliore per gli attivisti…
  • Twitter dice ai suoi utenti  come aggirare i  suoi censori. Ad esempio: gli utenti di Twitter sanno che l’azienda (Twitter) è in grado di localizzarli semplicemente controllando un indirizzo di Protocollo Internet dei loro dispositivi, fissi o mobili. Ma sanno anche che Twitter permette di gestire manualmente la propria localizzazione o di scegliere l’opzione “worldwide” (universale), permettendo così di scansare il blocco in toto. Un utente in Egitto può semplicemente impostare la sua location in “worldwide” e potrà vedere tutto.
  • gli attivisti sono furbi e svegli: lo scorso anno in Libia i leader delle opposizioni utilizzarono messaggi in codice in siti di dating per evitare qualsiasi identificazione. Twitter non bloccherà un utente tutte le volte che un governo lo chiede. Gli attivisti saranno comunque in grado di comunicare con il loro network, tenendo in considerazione che i loro tweet non contravvengano la legge. Sono sicura che le persone riusciranno ad aggirare queste imposizioni! Secondo me, Twitter deve solo star attento a restare utile per i ribelli contro i governi repressivi.

Non sappiamo cosa stia per succedere, possiamo solo immaginarlo: come farà Twitter ad applicare questa politica? Come faranno ad accontentare i regimi? Come faranno a reagire paese per paese?

Twitter è comunque un business e deve lavorare come tale. Come tutte le aziende, deve far più soldi (per ora, la loro revenue è di circa 150 milioni di dollari all’anno). E, per raggiungere questo obiettivo, Twitter deve aumentare la sua presenza e i suoi uffici in altri paesi. Twitter genera un’enorme quantità di dati ogni giorno e molti marchi e aziende sono desiderosi di pagare tali dati.

L’azienda sta cercando di crescere e deve essere maggiormente riconosciuta da molte giurisdizioni, non solo negli Stati Uniti. È la verità: abbiamo nazioni differenti e legislazioni separate, e sta diventando molto faticoso pensare ad un internet globale e adattabile a tutti.

Jessica Noguez



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