Nuovo web, nuovi contenuti, nuova organizzazione delle informazioni?



contenuti nuovo web

Poco tempo fa ho ripreso la provocazione di Chris Anderson che dichiarava morto il web, e ho discusso delle implicazioni dei nuovi scenari, tra applicazioni e strumenti che superano il concetto di computer.

I feed rss, i servizi di aggregazione come iGoogle e Netvibes, applicazioni come i widget e le web slice, le apps ed i reader più evoluti come Flipboard sono una prova del fatto che per far fronte alla quantità di informazioni che viaggiano su Internet gli utenti cercano sempre più di costruirsi selezioni personalizzate di web da consultare in un unico luogo quando meglio credono.

Se questa dunque è la tendenza diventa in primo luogo necessario capire dove vale la pena di essere presenti e poi cercare di allearsi con chi ci può portare valore, enfatizzando ciò che è nostro ma al contempo non concorrendo nel mercato (scarso) della visibilità con chi ne ha più di noi.

Ciò porta con sè una serie di implicazioni:

1) Aumenta l’importanza della costruzione dei propri contenuti, anche in ottica di coda lunga.

2) E’ fondamentale concentrarsi sullo sviluppo di applicazioni proprie (se dotate di valore aggiunto) ma va studiata attentamente l’opportunità di trovare spazio all’interno delle più diffuse (e valide) di altri. Se non ci saremo noi ci entrerà qualcun altro.

3) La componente sociale che si lega ai nostri contenuti non è più trascurabile: Flipboard a lato di ogni articolo mostra subito tutte le conversazioni e gli sharing generati dallo stesso, non essere in questo dialogo, anche solo per ascoltare, può risultare estremamente pericoloso.

4) E’ impensabile ormai considerare i propri contenuti solo come residenti sui nostri siti e applicazioni: il contenuto deve sempre partire da noi e a noi riportare (non chiudiamo le nostre proprietà!) ma con pochi click chiunque lo può inserire in un altro contesto (reader, Flipboard, Netvibes, iGoogle etc.), senza poi contare la questione dell’ipertestualità diffusa anche offline. Tanto vale rendere il nostro contenuto già il più bello e facilmente fruibile possibile.

Bene, chi ha compreso questo scenario deve porsi un altro, semplice ma fondamentale domanda: l’informazione in azienda è realmente disponibile a tutti e facile da gestire?

Me ne sono già occupato in passato: la gestione dei contenuti deve orientarsi sempre più ad una modalità che prescinda dagli strumenti. L’informazione, in altri termini, deve essere svincolata dalla tecnologia e deve essere sempre pronta per essere assemblata.

Pare una banalità ma è un problema che invece nelle aziende è tutt’altro che risolto: mancano spesso e volentieri sia gli strumenti sia la mentalità corretta con cui gestire i processi.

Ancora una volta la tecnologia è matura, piuttosto semplice e a volte perfino gratuita. Ma deve essere scelta, a valle dell’analisi, con un approccio strategico e con una reale volontà di usarla in modo aperto e possibilmente dialogico.

Secondo voi, le aziende sono pronte a questo approccio?



Commenti

(1)
  1. Io credo che la tecnologia sia talmente rapida ormai che gli addetti ai lavori fanno fatica a seguirla, i normali utenti ci arrivano lentamente ormai asserragliati al proprio profilo facebook e smartphone e le aziende non ci pensano minimamente (almeno in Italia). Ciò che propongo ai clienti (lavoro sempre per terzi) viene poi applicato due anni dopo… vedi fan page facebook..

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