
Peddl è una startup fondata da tre laureati del MIT Media Lab. Il concept è semplice ed interessante al tempo stesso: se molti di noi hanno a disposizione dei dispositivi – gli smartphone – che consentono di geolocalizzarci e di vedere cosa ci circonda, perché non sfruttare queste opportunità per realizzare un marketplace di oggetti usati basato su luoghi e raccomandazioni degli altri utenti?
Nasce così Peddl, disponibile sia su Web che in versione mobile per iPhone.
Una volta avviata l’applicazione o raggiunto il sito, sarà sufficiente inserire l’oggetto della propria ricerca e quindi visualizzare le inserzioni degli altri utenti disponibili nelle vicinanze. A questo punto sarà possibile segnalare la propria offerta e sarà dunque il sistema ad avvertire gli utenti della disponibilità di offerte di interesse secondo i parametri inseriti. Naturalmente è possibile postare anche le proprie offerte.

Le azioni compiute all’interno della piattaforma possono anche essere condivise sui social network e le trattative tra utenti sono tutelate da una privacy policy che garantisce la riservatezza delle contrattazioni.
Se state pensando che molte di queste funzioni vi ricordano Craiglist avete in parte ragione: ne hanno tenuto conto anche i founders di Peddl, consci anche di alcuni limiti di Craiglist, come la (purtroppo) poca affidabilità di alcune inserzioni.
E anche dei potenziali acquirenti… come dimostra questa curiosa campagna promozionale per un servizio chiamato Replyboard!
Di certo la strada tracciata da Peddl costituisce per molti versi un’evoluzione naturale dei sistemi di geolocalizzazione che, dopo aver raggiunto una certa “maturità” nelle sue applicazioni ludiche, si sta adesso dirigendo verso una serie di azioni più operative, e potenzialità specifiche.

Probabilmente sarà questo il futuro dei marketplace, soprattutto considerando che azioni collettive ed apparentemente di successo come Groupon stanno cominciando a rivelare tutti i propri limiti, come dimostrato dalle notizie degli ultimi giorni.
Per approfondimenti potete leggere questa interessante intervista a Tony DeVincenzi – uno dei founders del progetto – e in attesa di provare Peddl, potete seguirne le evoluzioni sul corporate blog e su Facebook e Twitter.
Emanuela Zaccone

















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