Pinterest, i “Gifts” e l’e-commerce: la content curation diventerà un business?



pinterest e-commercePinterest continua a crescere, e a stare sulla bocca di tutti. Dopo le prime tappe del cursus honorum in stile social, già da un po’ di tempo si stanno diffondendo in rete le infografiche dedicate alla piattaforma.

È segnale che il trend si sta consolidando e che la comunità di user sta già prendendo le misure di questo recente prodotto del social web. Certo, non mancano le esagerazioni ed i sensazionalismi, come questo servizio TV dove una 26enne americana dichiara: “Passavo le ore su Facebook, ma poi ho iniziato ad annoiarmi… ora passo le ore su Pinterest!”:

Fenomeno di costume a parte, Pinterest sta davvero diventando una delle principali fonti di traffico dal social web ai siti internet.

In particolare per alcune categorie, quelle ovviamente più legate al design, al fashion ed al lifestyle, e rivolte ad un target femminile: stando a Mashable, il blog di Martha Stewart (a tema ricette e consigli per i fai-da-te) ha visto il traffico proveniente da Pinterest superare quello da Facebook e Twitter messi assieme. Per non parlare della rivista Cooking Light: in sei mesi i referral da Pinterest sono aumentati del 6.000%.

pinterest infographic

E se si guardano i referral totali (non solo dai social media dunque), Pinterest ed i suoi quasi 12 milioni di utenti risultano comunque tra i migliori della classe. Ben al di sopra di realtà come Youtube, per intenderci:

pinterest referral

In un precedente articolo su YDL, Emanuela Zaccone si interrogava sull’evoluzione di Pinterest e sul futuro della content curation, proponendo alcuni scenari interessanti. Ai quali, con il senno di poi, aggiungerei anche l’e-commerce.

I primi passi di Pinterest nel mondo del business non sono dunque una sorpresa. Sicuramente, aprendo la home page, avrete già notato che a fianco delle consuete categorie di navigazione, è stata inserita la voce “Gifts”. Scegliendo la fascia di prezzo, il sistema ci restituisce una schermata farcita di immagini di catalogo, accompagnate dalle review di altri users.

pinterest gifts

Cliccando sull’immagine di un prodotto, si apre una finestra di dialogo dalla quale siamo poi ridirezionati al sito di origine del pin. Nessun check-out quindi. Che ci guadagna Pinterest allora?

È naturale che prima di me se lo siano già chiesto altri, come dimostrano le numerose risposte disponibili su Quora. Tra i suggerimenti più pertinenti, a parte il data mining e l’advertising, segnalerei il riferimento a Skimlinks, un sistema di revenue generation basato su un metodo di affiliate link che permetterebbe a Pinterest di ottenere il 2-5% del valore d’acquisto dei prodotti venduti a partire dai board della piattaforma.

Interessante, ma perché non immaginare invece una progressiva ibridazione di Pinterest con un modello di e-commerce tradizionale?

Se ci pensate, non è poi così difficile, è già tutto predisposto: basta aggiungere un carrello con l’opzione “buy it now” e innescare il processo di check-out, trasformando i board in vere e proprie vetrine online.

Del resto tante aziende hanno già trasformato le proprie board in vetrine di prodotti, con link verso le pagine di e-commerce. Un esempio su tutti? Guess:

guess

Sono sicuro che il team di Pinterest ci ha già pensato, visto che uno dei suoi principali copycat, alias The Fancy, ha già cominciato a testare l’opzione d’acquisto, senza tuttavia includere per il momento la fase di pagamento.

thefancy

Inoltre vi sarete accorti che, tra i vari servizi di e-commerce che utilizzano già Pinterest come struttura di seeding dei propri prodotti, figura il “vintage & handmade” marketplace Etsy.

Infine, date un’occhiata al ‘Feed’ di Fab: vi ricorda qualcosa?

fab feed

Esatto: sembra che anche l’e-commerce stia fiutando le potenzialità della content curation e facendo proprie le logiche di condivisione sfruttate da Pinterest.

E per restare in tema copycat… avete visto Friendsheet, il tool per organizzare le foto su Facebook definito da Techrunch come “The Pinterest-Style Facebook Photo Browser?

Detto questo – anche se è chiaro che uno dei vantaggi iniziali di Pinterest è stato quello di non presentarsi come un marketplace, ma piuttosto come un nuovo spazio di condivisione di contenuti – consolidata la user base e la portata sociale, credo che ora ci siano le condizioni per una sua ulteriore evoluzione, in ambito più commerciale.

Voi cosa ne pensate?

Luca Padovani



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