Due parole con Dane Boedigheimer, creatore di "The Annoying Orange"

youtube marketing

Se ci fosse un “olimpo del viral”, ci sarebbero una serie di personaggi che non potrebbero mancare. Probabilmente il “ballerino” di Where the hell is Matt?, o Lonelygirl15. E Noah, che si è fotografato ogni giorno per sei anni? Direi di si. E poi sicuramente i maestri dell’autotune Gregory Brothers, o il Subservient Chicken di Burger King (fresco di divorzio dall’agenzia storica CP+B!). E senza dubbio anche quella fastidiosa arancia parlante, talmente insopportabile da essere riuscita a totalizzare mezzo miliardo di views complessive su Youtube, in poco più di un anno.

Durante una lezione alla UCLA sul tema viral marketing, tenuta dal professor Freddy Nager, ho avuto il piacere di incontrare e parlare con Dane Boedigheimer, autore di varie serie di web-video di enorme successo, tra le quali senza dubbio spicca The Annoying Orange (qui il primo video).

Una commmistione tra creatività demenziale, product placement, showbusiness 2.0 e grande abilità nel muoversi tra i Social Media.

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Il "Cloverfield-marketing" è arrivato in Italia: un Gioiellino di campagna teaser!

campagna virale

Poco tempo fa vi abbiamo parlato di una campagna virale made in Italy di enorme successo: i consigli  di Nonna Lea per Casa.it. Come promesso, eccoci di nuovo a parlare di eccellenze nella comunicazione non convenzionale del Bel Paese, questa volta per il lancio del film Il Gioiellino, orchestrato dall’agenzia romana Estrogeni.

È da un bel po’ che Hollywood ci dimostra che le operazioni di teaser/stealth marketing (ossia che dice e non dice, a metà tra realtà e finzione) funzionano, e alcune hanno funzionato davvero bene. Tra i casi principali non possiamo non citare Cloverfield: il film può piacere o meno, ma l’impianto pormozionale era innegabilmente da manuale, per questo ci sentiamo di ettichettare come “Cloverfield-Marketing” questo tipo di campagne.

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Esplodere nei Social Media: è una scienza o un'arte?

successo nei social media

Oggi proponiamo una rilassante lettura per il weekend. Un’analisi un po’ generica di alcuni dei fattori che possono rivelarsi cruciali per avere successo usando i Social Media. Partiamo da un paio di riflessioni, ponderate ed interessanti, da parte di due professionisti di tutto rispetto. Per poi degenerare tragicamente con un paio di pittoreschi personaggi che al momento stanno facendo impazzire il web.

Durante un evento alla UCLA, ricordo di aver assistito ad una presentazione da parte di Justin Goldsbourgh (@jgoldsborough), come immaginerete a tema Social Media. Justin ha lavorato come PR per la compagnia telefonica Sprint, ed ora lavora per una grosso network americano di digital PR.  Mi aveva colpito il modo in cui era salito sul palco: lanciando business card sul pavimento. Continua a leggere

Domino's ed Eurostar, tra User Generated e Brand Reputation

domino's user generated content

Oggi vi diamo una grande notizia: il mondo del marketing sta cambiando! I consumatori sono parte attiva del processo di comunicazione e… Solito discorso, insomma. Oramai tra attività di marketing User Generated, personalizzazione del prodotto (vedi il recente caso Lacta) ed i nuovi sviluppi del Social Advertising, di esempi per capire i nuovi paradigmi della comunicazione di brand ce ne sono a migliaia. Ma noi ne abbiamo scovati altri due, freschi freschi, che meritano attenzione: una simpatica campagna di Domino’s Piazza ed una non-del-tutto-brillante iniziativa di Eurostar.

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Ken all’attacco sui Social Media: una lezione di integrazione strategica

barbie ken integrazione social media

Una trovata piuttosto furba quella di Mattel Inc., il produttore di giocattoli più grosso al mondo. Giocando sul gossip hollywoodiano e sul relationship status, la celebre multinazionale di El Segundo (Los Angeles) sfrutta San Valentino per congegnare una campagna aggressiva sui Social Media, che fino ad adesso pare stia funzionando, in termini di buzz. Il tutto si collega al 2004, quando l’azienda californiana decise di far “divorziare” la coppia di bambole più famosa al mondo. Adesso per Ken è ora di riconquistare Barbie, e ovviamente la nutrita community di fan e cosnsumatori è protagonista assoluta. Il centro nevralgico è il sito web BarbieAndKen, ma la campagna è stata declinata con maestria toccando tutti i principali social network:

  • Facebook
  • Twitter
  • Youtube
  • Foursuqare
  • Match.com
  • Hulu

Per non rinunicare ad un po’ di sano advertising tradizionale, inoltre, si è deciso di tappezzare letteralmente le vie principali di Los Angeles e New York con una una campagna outdoor, seppur assolutamente teaser e senza nessun riferimento al sito.

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Disastri diplomatici e mosse geniali: uno sguardo sul Cause Related Marketing

at&t cause related marketing

Eccoci a riparlare di marketing applicato alle cause sociali. Gira per Youtube, arriva nei cellulari con le applicazioni location based, coinvolge tutti, dai brand più solidi ed istituzionali a quelli più giovani e spensierati. Oggi ve ne parliamo alla luce degli eventi attuali: fresco fresco di Superbowl abbiamo il caso di Groupon, la terribile debacle twitteriana di Kenneth Cole, ed un caso vincente da parte di AT&T. Ed iniziamo proprio con questo.

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Il marketing di domani si basa sulle API

api web marketing

Il gioco di parole è fin troppo banale. Ovviamente le Application Programming Interfaces, in sigla APIs, hanno poco a che fare con l’entomologia. E se vi occupate di marketing online, dovrebbero interessarvi molto.

Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, le API si possono definire come un set di procedure e funzioni per accedere a un’applicazione web da un’altra applicazione, permettendo di recuperare dati di vario tipo. Fughiamo un possibile dubbio: non è roba (solo) da sviluppatori. Vista la struttura attuale del web, non avere un’idea di cosa siano le API e di quale potenziale possano avere, anche all’interno di strategie di marketing al passo coi tempi, potrebbe essere limitante.

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Il successo di Lacta, i problemi di Frito Lay: il packaging entra nei Social Media

lacta social media packaging facebook

Siete pronti per quella che è considerata “la miglior campagna greca su Facebook” di sempre? Si tratta di un’iniziativa di Lacta, marchio di cioccolato molto noto in Grecia. Che gioca su quel grande asset che ogni brand possiede, composto di colori e forme, chiamato packaging. La chiave del successo è stata una lettura intelligente di alcuni contributi degli utenti, che ha reso la campagna un successo dai numeri notevoli.

Questo video ce l’ha passato Daniele Ghidoli, nostro collaboratore particolarmente esperto nello sviluppo di Facebook Apps., che ringraziamo per aver scovato un caso davvero da manuale.

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Utilizzare Facebook fuori da Facebook

Facebook Like Button

Quanto Facebook sia ormai uscito dai propri confini per entrare ovunque su Internet è cosa nota. Questo grafico mostra la diffusione dei Social Plugin nei primi 3 mesi di vita: in seguito ha continuato a crescere esponenzialmente, e nei soli primi sei mesi dal loro lancio oltre 2 milioni di siti Web hanno integrato tra le proprie pagine il Like Button, cui ormai tutti siamo abituati e che pare essere velocemente diventata una commodity e una componente indispensabile quanto scontata di qualsiasi Website.

Ma se questo ci dà un’idea quantitativa del numero di siti Internet che integrano funzionalità Facebook-based, dal punto di vista delle potenzialità di Facebook di venire integrato al suo esterno ci dice poco. Continua a leggere

Accordo tra Bing e Facebook: qualche considerazione su cui le aziende e Microsoft dovrebbero riflettere

Social Search

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Come annunciato da Michele qualche giorno fa, Bing (Microsoft) ha stretto un accordo con Facebook per migliorare l’attuale sistema di ricerca. In conseguenza a questa partnership, i risultati della ricerca saranno fortemente influenzati dal vostro social graph, ovvero dalle interazioni che i vostri amici avranno con determinati contenuti. Questo ovviamente vale per i contenuti indicizzati e non protetti dalla privacy, che riflettendoci un attimo sono per lo più contenuti provenienti da pagine Facebook (formed “fan page”), dove quotidianamente gli utenti interagiscono su specifiche tematiche di interesse.

Cosa implica per le marche? Continua a leggere

Quando il target è preciso, il viral arriva per posta


A dir poco geniale la campagna promozionale per Paranormal Activity 2, l’atteso sequel del film/mockumentary che, nel bene o nel male, rimane un case study che ha fatto la storia del cinema moderno. Tutto succede al Fantastic Fest, rassegna cinematografica che si svolge ogni anno ad Austin, Texas, focalizzata su film horror e fantasy.

Tra la miriade di partecipanti al festival, è stato individuato un sostanzioso numero di bloggers particolarmente influenti nel contesto “horror movies” (da BloodyDisgusting a DreadCentral). Ora arriva il bello: costoro sono stati raggiunti (uno per uno, nelle rispettive camere d’albergo) da un pacchetto contenente una chiave USB, nella quale c’era un teaser trailer di pochi secondi. Continua a leggere

L'integrazione automatica tra social network danneggia la comunicazione aziendale

Si parla spesso di come integrare tra loro i social network in modo che un contenuto pubblicato in uno dei canali aziendali venga replicato negli altri.

Per esempio, se l’azienda pubblica un nuovo post nel blog, questa notizia dovrà arrivare anche su Facebook e su Twitter, e allora si consiglia di utilizzare – per esempio – NetworkedBlogs per Facebook e TwitterFeed per Twitter.

Ancora, se l’azienda pubblica video su YouTube si tende spesso a utilizzare qualche applicazione che importi automaticamente i video nella bacheca di Facebook, come ad esempio l’applicazione YouTube di Involver.

Infine, se l’azienda è presente sia su Facebook che su Twitter si consiglia spesso di utilizzare facebook.com/twitter oppure Selective Tweets in modo che (alcuni de) i tweet che pubblichiamo si replichino su Facebook o viceversa gli status di Facebook finiscano da soli anche su Twitter.
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