Da sempre uno degli obiettivi della comunicazione è quello di aumentare la visibilità di una azienda, prodotto o evento, ma mai la visibilità è stata da sola sufficiente per raggiungere il successo. Se è vero che se un prodotto non è in qualche modo visibile non può neanche venire scelto, è chiaro che per raggiungere la preferenza delle persone ci vuole però qualcosa in più.
Se nei mezzi di comunicazione tradizionali, in cui il percorso di fruizione era fondamentalmente definito dalla fonte, le aziende potevano veicolare i propri contenuti interrompendo quelli di interesse, e per farsi ascoltare aumentavano il volume e per far vedere il prodotto lo associavano ad immagini attraenti, in Rete questo modello sta tendendo a venire meno, perché è la persona a decidere il contenuto di cui vuole fruire, così come l’intero percorso.
Alcuni dei modi in cui una azienda può cercare di farsi ascoltare in Rete sono sintetizzati in questa tabella presentata durante lo Young Digital Lab di Padova la scorsa settimana.
Ecco come queste tre diverse attività tendono a funzionare:
Pubblicità tradizionale in Rete: quali contenuti fruisce l’audience a cui mi voglio rivolgere, e quanto costa inserirmi?
SEO: quali keyword ricerca l’audience a cui mi voglio rivolgere, e come salire nelle relative SERP?
Social Media Marketing: quali contenuti vuole l’audience a cui mi voglio rivolgere? Li creo e distribuisco io!
Chiaramente queste tre tipologie di comunicazione hanno utilità molto diverse e spesso tra loro compatibili, ma è vero che il Social Web sta iniziando a stravolgere anche modelli di comunicazione tradizionali come l’advertising. Basti pensare al social advertising su Facebook o alle recentissime novità di Twitter sul lancio dei Promoted Tweets, di cui spiega molto bene il nostro Andrea, in cui in pratica “se il messaggio non ha rilevanza per gli utenti, e questi non interagiscono con esso in qualche forma ( RT, favorite, click, ecc..), il messaggio non apparirà più tra i risultati”.
Ma come ottenere visibilità in Rete attraverso il corretto utilizzo del social media marketing?
Una delle strategie social più utilizzate è legata alla produzione di contenuti editoriali e conversazionali di interesse per le persone a cui ci si vuole rivolgere.
Sostanzialmente, la strategia deve partire da una profonda analisi legata alle caratteristiche specifiche dei cluster a cui si desidera rivolgersi, e dei contenuti di business e commerciali che si desidera far loro arrivare. Chiaramente, se ci sono diversi contenuti e diversi cluster, bisognerà differenziare anche la strategia social.
Partendo da queste considerazioni, si deve procedere alla definizione strategica del tipo di contenuti editoriali e conversazionali da proporre. In pratica, le persone non vi seguiranno nel Social Web per sentire parlare sempre e soltanto di voi, ed è dunque indispensabile trovare argomenti di conversazione affini alla vostra attività e alle audience cui vi rivolgete.
I contenuti commerciali che volete proporre non saranno dunque il vostro unico argomento di conversazione, ma eventuali offerte, sconti o novità sulla vostra azienda e i vostri prodotti saranno veicolati in maniera alternata ad argomenti di interesse più generale, con i quali conquisterete, nel senso più romantico e meno militare del termine, il vostro pubblico.
Se desiderate approfondire l’argomento e vederlo applicato a un caso pratico, ecco le slide presentate al corso.
Michele Polico
15 aprile 2010 
La tabella di sintesi è molto interessante!
Che ne pensi del legame ADV-SMM dei ‘Social ads’ su Facebook?
paz
Ciao Paz
la tabella separa volutamente alcune attività in maniera molto netta per far comprendere le diverse categorie concettuali, e in questo modo chiaramente esclude alcune cose come il social advertising di Facebook e recentemente di Twitter, e anche il viral marketing che comunque avvicinerei più alla situazione di ADV, con le dovute differenze.
Il social advertising secondo me è l’unica forma di pubblicità che nei prossimi anni sopravviverà, in quanto ogni contenuto – anche pubblicitario – dovrà essere interagibile, commentabile, preferibile, condivisibile.. e dotato di permalink..
credo ci sarà poco spazio in Rete in futuro per la pubblicità come attualmente concepita, sia perché sempre più le aziende si accorgono di quanto budget venga sprecato in questa attività, sia perché gli stessi servizi che oggi stanno dominando il Web (Facebook, Twitter ecc) saranno sempre meno disposti a lasciare le aziende fare classica pubblicità, facendo perdere il flow all’utente.
Tu che ne dici?
“sempre più le aziende si accorgono di quanto budget venga sprecato in questa attività”: lo sai che rischi di essere lapidato dagli editori per questa frase?
A parte gli scherzi, condivido il tuo punto di vista, anche se l’ADV classica non morirà. In alcuni progetti di comunicazione l’ADV ha ancora una sua funzione e penso continuerà ad averla in futuro.
Certo è che il peso dei social aumenterà a dismisura, così come la pubblicità sui social. Quest’ultima, imho, è da considerarsi a tutti gli effetti ADV classica: in fondo si tratta sempre di interruption marketing, no?
ihih, sono stato spregiudicato nella mia affermazione.. ritiro tutto
scherzi a parte, Francesco, l adv avrà senso anche in futuro – condivido – la svolta che immagino riguarda il fatto che non si tratterà piu di oggetti asociali, ma appunto si integrerà con le dinamiche sociali delle persone, che la potranno condividere e commentare, e non piu solamente subire..
in questo senso credo andrà il cambiamento, e penso ormai questo sia un trend abbastanza certo