Lifestreaming e Status Updating: spunti per una conversazione continua online

La nostra vita digitale può venire considerata come un flusso di dati che riguardano le azioni compiute, a partire dalla più lontana fino a quelle sempre più recenti. Alcuni di questi dati, come le e-mail inviate e i siti navigati, sono in certa misura privati, ma la maggior parte di questi, coe gli aggiornamenti di status, i video preferiti, le notizie condivise, i siti salvati o a cui ci si è connessi tramite widget sociali, i commenti fatti e via dicendo, sono di pubblico dominio.

L’insieme di tutte le azioni pubbliche compiute in Rete da una persona rappresenta il concetto di Public Lifestream. FriendFeed nasce proprio con l’intento di rendere sempre più esplicito questo flusso, i cui dati sono dispersi in luoghi diversi.

I principali social network riflettono oggi il tentativo di rendere evidente un flusso, anche se mai esaustivo, di informazioni calendarizzate che riguardano gli utenti. Gli stessi Social Plugin di Facebook, per esempio, nel tentativo di aprire le porte delle informazioni racchiuse in molti dei siti esterni, avvicina la sua funzionalità a quella di raccoglitore di lifestream personali.

L’insieme dei lifestream dei propri contatti, aggregati in una timeline unica, è alla base del concetto di Newsfeed che caratterizza le homepage dei principali social network e che – è stato stimato – coinvolge le persone nella maggior parte del tempo dedicato all’attività di social networking.

Ora, nei social network anche le aziende hanno la possibilità di inserirsi all’interno dei newsfeed che le persone consultano quotidianamente, e il concetto di Corporate Lifestream è dunque centrale nella progettazione della Social Media Identity Strategy aziendale.

Per poter pianificare con cura la gestione del lifestream aziendale è fondamentale comprenderne l’importanza: è proprio il lifestream, ovvero l’insieme e le modalità dei contenuti proposti da una azienda – come da una persona . l’elemento centrale nella definizione della sua identità e reputazione, che condizionano la predisposizione all’ascolto e alla interazione delle persone.

La comunicazione che lo status updating genera è dunque di tipo molti a molti: tutti condividono il proprio lifestream e si iscrivono a quelli di alcuni altri. Attraverso un meccanismo relativamente casuale ognuno di noi viene poi esposto a frammenti di lifestream di tutti i propri contatti, attraverso il newsfeed.

E’ impossibile, nel momento in cui si condividono informazioni attraverso questi ambienti, conoscere con certezza chi, né quanti, dei nostri contatti ne verranno in contatto. Al tempo stesso, utilizzando il newsfeed, non possiamo conoscere tutte le informazioni relative ai nostri contatti di interesse.

Maurizio Goetz a questo proposito proponeva un concetto molto interessante, ovvero quello dell’Opportunity To Get Noticed, intesa come “l’opportunità di essere scelti in rete in un intervallo di tempo ragionevolmente lungo, fra diverse opzioni alternative”.

E’ questo l’obiettivo che, nel lungo termine, le aziende si devono porre nel processo della social media communication. Non tanto la divulgazione di informazioni nel breve periodo, ma la crescita di una audience propria a cui nel tempo inviare comunicazioni rilevanti.

A questo fine è necessario pianificare con cura il calendario della conversazione continua attraverso i social network. Ecco una proposta metodologica:

- dividere il tipo di contenuti per CATEGORIE in base agli obiettivi di comunicazione (es. informazioni commerciali, informazioni su iniziative ed eventi, contenuti di branding, etc)

- stabilire l’IMPORTANZA RELATIVA di ciascuna categoria, prevedendo un numero approssimativo di pubblicazioni per ciascuna categoria in un periodo di tempo costante T

- CALENDARIZZARE i contenuti in base agli “IMPEGNI” DEL BRAND (eventi da comunicare, prodotti, video realizzati, campagne di comunicazione, linee di prodotti, etc)

- compensare le uscite previste in calendario per il periodo di tempo T1 creando contenuti ad hoc per le categorie che meritano maggiori uscite, spostando e decalendarizzando le uscite non indispensabili che affollano una categoria

Anche nel breve periodo è fondamentale seguire alcuni semplici principi:

- comunicare con costanza, cercando di diversificare le informazioni pubblicate

- non esagerare nella quantItà di contenuti proposti: le persone non vogliono ascoltare soltanto una fonte

- ripetere meno volte possibili la stessa informazione, per quanto possa essere importante: se lo è davvero saranno gli altri a distribuirla

- evitare la pubblicazione di tutti i contenuti in un orario sempre uguale

- lasciare un po’ di spazio al caso, e all’imprevisto

Ovviamente, il lifestram aziendale deve essere pianificato anche all’interno della scelta dei canali di utilizzo: non è possibile, o perlomeno non ha senso, utilizzare tutti i diversi canali soltanto come ripetitori omogenei delle informazioni. E’ necessario diversificare il tipo di contenuti proposti, stabilendo canali specifici come fonti originali di alcune delle categorie individuate nella fase di start up.

Inoltre, i diversi canali sociali vengono utilizzate da nicchie tra loro diverse e utilizzano linguaggi unici, di conseguenza anche i toni della conversazione aziendale saranno diversificati in base a questo.

E’ fondamentale comprendere come il personal e il corporate lifestream si mescolano e aggregano nei newsfeed di chi li riceve, e come essi, nei social network, avvicinano i rispettivi toni e significati, incontrandosi in una sfera intermedia tra quella personale e quella aziendale. Queste dinamiche indeboliscono la differenza percepita tra comunicazione personale e aziendale, e questo è un elemento da tenere in considerazione nella realizzazione della comunicazione online.

Infine, rendere i contenuti il più possibile piacevoli da vedere, universali e facili da consumare, inserendo spesso immagini e video oltre che testo, aiuta la visione e ripubblicazione del contenuto. Uno status può essere lungo poche righe, ed è buona norma inserire un link di approfondimento, accorciandolo.

Michele Polico

Questo articolo è stato scritto da: Michele Polico
A 24 anni fonda Young Digitals, ormai nota digital agency specializzata in social media, e con essa il progetto Young Digital Lab. Si occupa di strategie digitali e business al tempo del social world.
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