Narrami o Twitter… dello storytelling collettivo e delle reti come hub!



twitter

fonte dell'immagine: http://tecnologia.bloglive.it/

Da qualche tempo Twitter sta sperimentando vari cambiamenti: al di là delle novità annunciate tra agosto e settembre – il caricamento delle foto via SMS, il button per l’upload foto, il lancio dei nuovi analytics e l’activity tab – la celebre piattaforma di microblogging prosegue con altre sperimentazioni orientate ad evidenziare e privilegiare alcuni risultati delle ricerche.

tab activities

Già da inizio novembre, infatti, Twitter ha cominciato a sperimentare le Top News e le Top People. Digitando il nome di una persona su twitter o cliccando sul luoghi, persone, fatti citati tra i trending topic compaiono infatti dei risultati preceduti da un riquadro/sintesi sul tema di ricerca.

Si veda ad esempio il risultato dell’esperimento condotto da Mashable:                 

Ed ecco il risultato cercando “mashable”:

twitter experiment mashable

Non si tratta di tweets legati ad una certa notizia o persona (peraltro ormai da tempo sui risultati di ricerca è possibile attuare azioni di advertising con i promoted tweets e i promoted accounts) ma di veri e propri riquadri di sintesi su quanto cercato.

Ciò non toglie – almeno secondo me – che anche questi risultati possano essere venduti come spazi promozionali: non è difficile immaginare che la notizia XYZ pubblicata dal blog A ma anche da quella B possa comparire in top news  con il link al blog A, fonte dunque privilegiata rispetta alle altre. Nulla di nuovo: è quello che Google fa da anni, ma è interessante vedere come Twitter evolva.

Riguardo al top people, ad esempio, sarebbe interessante capire in base a cosa una persona viene classificata come tale: aderenza nei risultati di ricerca? Quantità di followers? Mention? Retweet? Inoltre è plausibile pensare che Twitter sta diventando sempre più uno strumento di personal branding in un senso ben diverso da Facebook ma più significativo?

Quello che noto, infatti, è che – come statisticamente provato – gran parte della gente tende a ricondividere contenuti già pubblicati da altri. La loro scelta però non ci dice forse moltissimo dei gusti e degli interessi degli utenti?

E’ vero che Facebook, da questo punto di vista, offre maggiori informazioni tuttavia:

  1. non è detto che i contenuti pubblicati su Facebook siano visibili a tutti mentre
  2. difficilmente gli utenti hanno uno stream Twitter protetto.

L’integrazione Facebook-Twitter che consente di pubblicare su Twitter automaticamente ciò che su Facebook è condiviso come “pubblico”, sembra indicare una sempre maggiore importanza riconosciuta al social network dei 140 caratteri.

L’importanza della valorizzazione delle persone e delle loro storie attraverso Twitter è stata recentemente trasformata in storytelling proprio da Twitter con le sue Stories ed in effetti il Social di microblogging ha la virtù di riuscire a creare degli storytelling collettivi aggregati intorno agli hashtag (potete dare ad esempio un’occhiata alla neonata raccolta italiana Tweethashtag).

Nella maggior parte dei casi si tratta di aggregazioni di discussioni intorno a precisi temi, eventi, personaggi etc. che nel complesso contribuiscono a offrire una visione partecipata di ciò che si sta dicendo (o mostrando con video e foto), in altri casi si tratta di storytelling in senso proprio.

In tal caso si pensi non solo ad esempi come Cadavre Esquìs ma ad esprimenti più “spontanei” come #twittatrame, vero e proprio pozzo di storie create dagli utenti il cui (eventuale) esito o sviluppo si vedrà solo – se ci sarà – nei prossimi giorni. Oppure il recente #nofreejobs.

Twitter sembra dunque assumere sempre più la forma di un network vero e proprio: un hub di storie all’interno di una rete fatta di contatti a volte volatili ma tenuti insieme da un unico tema di discussione. In questa sua forma Twitter mostra un potenziale in parte estraneo a Facebook: le persone si aggregano su discussioni e interessi prima che basandosi sulle relazioni personali di conoscenza reciproca.

Twitter, insomma, sembra essere una rete nel senso più pieno del termine: un nodo di relazioni basate sulla condivisone e l’interazione per temi. Un engagement che trascende i rapporti personali per orientarsi ad una comunicazione condivisa e partecipata.

Emanuela Zaccone



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